venerdì 6 aprile 2012
sabato 10 marzo 2012
Razionalizzazione scolastica nella Regione Sardegna. La situazione vista dalla Direzione Generale Regionale.
Il Direttore Generale ha illustrato alle OO.SS. il quadro generale relativamente alle conseguenze che il nuovo piano di “Dimensionamento” della Rete scolastica, deliberato dalla Regione Sardegna, comporterà sulle Istituzioni Scolastiche della regione.
Dalla illustrazione, fatta dall’Amministrazione scolastica, dell’ultima Delibera Regionale 11/2 del 6 marzo 2012, la Rete scolastica regionale verrà a perdere 45 Autonomie scolastiche.
Di queste: 35 relative al 1° Ciclo educativo e 10 relative al 2° Ciclo educativo.
Da ciò ne deriva che per l’Anno Scolastico 2012/2013, il Dimensionamento prevederà un numero di Istituzioni Scolastiche pari a 327 più 2 Convitti, per un totale di 329 Istituzioni Scolastiche, a fronte delle 374 Autonomie scolastiche dell’Anno Scolastico in corso.
Il Direttore Dott. Tocco ha evidenziato che il Piano deliberato dalla Regione Sardegna è stato recepito dall’Amministrazione Scolastica regionale, senza alcuna modifica od integrazione.
Bisogna rilevare che la delibera del 6 marzo, arrivata con evidente ritardo, rispetto alle azioni di carattere organizzativo che l’Amministrazione scolastica deve porre in essere, per il funzionamento organizzativo del sistema scolastico ( le procedure dal 5 marzo non avevano più l’area aperta), porrà notevoli problemi rispetto alla mobilità del Personale ed anche rispetto alle operazioni relative all’aggiornamento delle graduatorie del Personale da assumere a tempo determinato.
A questo bisogna aggiungere che l’attuale mancanza dei Codici meccanografici delle nuove Istituzioni scolastiche e/o autonomie scolastiche, in questo momento, con le operazioni “aperte”, stanno già determinando evidenti problemi presso il personale interessato alle operazioni su indicate.
Alle nostre perplessità, la Direzione Generale ha garantito che le operazioni, a partire da quelle della Mobilità, verranno gestite con procedure specifiche sia nelle modalità operative che, presumibilmente, anche nei tempi fissati di scadenza.
L’Amministrazione, infine, si è riservata ancora qualche giorno di tempo per presentare la sua idea organizzativa relativamente alla questione, non ancora definita, sul piano della determinazione del titolo di Autonomia per quelle Istituzioni regolarmente dimensionate, e viceversa quale determinazione debba essere presa per quelle in situazione di sottodimensionamento numerico.
Sotto nostra sollecitazione si è quindi fissata la data di giovedì 15 marzo, per affrontare le problematiche relative ai criteri che l’Amministrazione intende seguire nelle assegnazioni di titolarità sia dei Dirigenti Scolastici che dei Direttori dei Servizi Generali Amministrativi nelle diverse Autonomie Scolastiche.
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giovedì 8 marzo 2012
Razionalizzazione. Modifiche deliberate dalla Regione rispetto al recente progetto.
Provincia di Oristano:
IC Milis aggregato a IC S.Vero Milis
Ardauli accorpato a Samugheo
Oristano Tecnico 2 Atzeni accorpato al Mossa
Laconi: il liceo classico resta dipendente da Isili
Senis aggregato ad Ales
Mogoro mantiene l'autonomia.
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lunedì 27 febbraio 2012
Razionalizzazione. Il Piano approvato dalla Regione.
Per quanto riguarda la Provincia di Oristano, queste sono le variazioni apportate all'attuale assetto delle Istituzioni Scolastiche:
IC di Milis viene aggregato a IC San Vero Milis
IC di Ardauli viene aggregato a IC Samugheo
IC Ales e Senis vengono aggregati a IC Mogoro
Il Liceo Classico di Laconi viene aggregato al Liceo Classico di Oristano
L'Ist. Tecnico 2 Atzeni viene aggregato al Tecnico Mossa Brunelleschi.
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venerdì 4 novembre 2011
Dimensionamento: Berlinguer, torniamo ai cicli. Stellacci, le inerzie del sud.
Sulla questione intervengono, in due interviste riproste integralmente, l'ex ministro dell'istruzione Luigi Berlinguer, che coglie l'occasione per lanciare una proposta provocatoria ("rispolverare" la sua riforma dei cicli) e l'attuale direttore regionale dell'Ufficio Scolastico della Puglia, Lucrezia Stellacci, che evidenzia luci e ombre di un'operazione da non ridurre a semplice intervento ragionieristico, denunciando anche il forte ritardo che in materia di razionalizzazione della rete scolastica si registra nelle regioni del sud.
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venerdì 28 ottobre 2011
Le Regioni chiedono gradualità per il dimensionamento
Ricordato che sulla questione è in atto un contenzioso da parte di alcune Regioni, che ritengono lesa dalla legge la sfera delle proprie competenze, la Conferenza propone comunque l'apertura di un confronto, chiedendo in sostanza una gradualità nell'attuazione del piano, pur assumendone gli obiettivi di contenimeto di spesa; la richiesta è di diluire in un triennio le riduzioni, consentendo anche il mantenimento delle Direzioni Didattiche e delle Scuole Secondarie di I grado ove la costituzione di istituti comprensivi sacrifichi, per le condizioni forzose in cui avviene, la funzionalità di un assetto che deve favorire la verticalizzazione dei percorsi e la continuità didattica.
* * *
In materia, consulta anche il resoconto dell'incontro svoltosi martedì scorso, 25 ottobre, presso il MIUR, nel corso del quale la CISL Scuola ha espresso le sue perplessità, richiamando, al contempo, alcune esigenze prioritarie che l'organizzazione sindacale farà valere ad ogni livello del confronto.
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martedì 25 ottobre 2011
Dimensionamento scuole, il MIUR dia garanzie sugli organici
La questione presenta aspetti a dir poco controversi, a partire dal fatto che sui provvedimenti da adottare si registra ancora una volta il conflitto di competenze fra Stato, Regioni e Autonomie Locali, conflitto che si presenta in modo ricorrente a partire dalla riforma del Titolo V della Costituzione.
Sta di fatto che mentre alcune Regioni (sette e di diverso colore politico) impugnano la costituzionalità delle norme che dettano i criteri per il dimensionamento, il Ministero propone una sua elaborazione, illustrata oggi ai sindacati, in cui individua il numero ottimale di istituti comprensivi da istituire a livello provinciale e regionale.
E’ vero che il MIUR si è affrettato a chiarire che si tratta solo di uno studio a carattere orientativo, ma poichè tale elaborazione è stata allegata ad una nota che sollecita i Direttori Scolastici Regionali affinché a loro volta sollecitino le Regioni ad adottare tempestivamente i provvedimenti di loro competenza, al fine di consentire il raggiungimento dei connessi obiettivi di contenimento della spesa, è scontato che lo si legga come una pressione – più o meno legittima – per forzare eventuali inerzie da parte delle autonomie locali.
A dire il vero, in molti casi Regioni, Province e Comuni stanno assumendo tutt’altro atteggiamento, mettendo a punto piani che vanno spesso molto al di là delle stime ministeriali. I casi di Milano, di Genova e dell’Emilia Romagna, che ad oggi sembrano orientate a "tagliare" molto più di quanto dicano i numeri elaborati dal Ministero, sono al riguardo piuttosto eloquenti, così come lo è l’insufficienza, se non l’assenza, di coinvolgimento delle forze sociali nella fase istruttoria dei piani.
La CISL Scuola, nel corso dell’incontro odierno, ha stigmatizzato il fatto che su decisioni che investono le competenze di soggetti diversi siano mancate ancora una volta la capacità e la volontà di procedere attraverso previe intese e il legislatore abbia scelto invece di intervenire con atto unilaterale, innescando un prevedibile contenzioso. C’è da chiedersi fino a quando la condivisione delle scelte, in materia di politiche scolastiche, sia condannata a rimanere tutt’al più sulla carta come un mero auspicio.
In attesa che i nodi relativi ai conflitti di competenze trovino soluzione nelle dovute sedi, la CISL Scuola ha richiamato due esigenze prioritarie, che intende far valere ad ogni livello del confronto sulla questione del dimensionamento:
* alle Regioni si chiede di assumere la funzionalità ottimale del servizio, più che il rispetto di “numeri ottimali”, come criterio che deve guidare le scelte con cui si disegna l’offerta formativa sul territorio; in questo senso devono essere attentamente commisurate la dimensione e l’articolazione delle istituzioni scolastiche. Sarebbe sicuramente opportuno, e lo abbiamo chiesto espressamente, consentire una gradualità nel tempo per interventi che la legge impone a decorrere dall'a.s. 2011/12 (ipotesi di fatto irrealizzabile e, infatti, non realizzata), ma che a nostro avviso non esclude possano essere diversamente scaglionati;
* al Ministero, che di ciò conserva diretta competenza, si chiede di assicurare comunque l’attuale consistenza delle dotazioni organiche, con particolare riferimento a quelle del personale a.t.a. su cui più elevato è il rischio di ricadute derivanti dalle operazioni di dimensionamento.
* Quanto al numero minimo di 1.000 alunni per la costituzione dei nuovi Istituti Comprensivi, chiediamo che l’Amministrazione dia seguito alla disponibilità oggi manifestata di riconoscere margini di flessibilità nell’applicazione di tale criterio, consentendo eventuali opportune compensazioni.
Basta "tagli" è la prima delle richieste che la CISL Scuola ha inserito nella piattaforma vertenziale varata all’Assemblea Nazionale di Rivoli (To) un mese fa, una richiesta ribadita a Roma agli Stati Generali del Lavoro Pubblico del 12 ottobre scorso e riproposta con forza anche nell’incontro di oggi al MIUR.
Garantire gli attuali organici significa che gli interventi sulla rete scolastica non devono comunque riflettersi sul calcolo del numero dei posti, la cui attuale consistenza complessiva deve essere ad ogni costo salvaguardata. Solo in questo modo, peraltro, è possibile che chi assume le decisioni sull’assetto della rete scolastica lo possa fare traguardando un utilizzo più efficiente delle risorse di cui dispone, senza la preoccupazione di vedersele ridotte.
Sugli organici, come già osservato, le competenze sono al momento chiare, e sono del Ministero: da qui la scelta della CISL Scuola di assumere in modo esplicito e forte, anche nell’incontro di oggi, la tenuta degli organici come obiettivo da proporre e da sostenere con la dovuta determinazione.
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giovedì 20 ottobre 2011
Dimensionamento, i numeri del MIUR
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martedì 4 ottobre 2011
SCRIMA A GOVERNO: BISOGNA VOLTARE PAGINA. BASTA TAGLI, NON C'E' ALTRO DA TAGLIARE
“Voltare pagina nella scuola significa basta tagli” - afferma Scrima - “quindi significa più risorse, investire sulle professionalità. La scuola ha pagato un prezzo molto alto per il risanamento del Paese con tagli per 8 miliardi e 400 milioni di euro negli ultimi tre anni”.
“La scuola italiana è in ginocchio, con la perdita di 131 mila unità di personale in tre anni”, denuncia il segretario generale. “Quindi, basta. Non c'é più niente da tagliare, non si può più nemmeno raschiare il fondo del barile della scuola italiana perché è scomparso il barile”.
“Agli Stati Generali diremo alla politica che la scuola non é una spesa, è un investimento, bisogna cambiare il paradigma”, termina Scrima. “Oggi alla scuola si chiede molto ma in cambio si dà poco; la scuola deve essere rimessa al centro dell'agenda politica”.
Genova, 3 ottobre 2011 - (da notiziario ANSA, ore 16:52)
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venerdì 23 settembre 2011
Razionalizzazione rete scolastica: richiesta di incontro al MIUR
La materia, infatti, riveste notevole incidenza sia sulla gestione del personale sia sull’organizzazione complessiva del servizio nel rapporto con l’utenza.
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venerdì 8 luglio 2011
Dirigenti scolastici: conferimento/mutamento incarico alla luce della nuova normativa
Ciò in quanto la nuova “disposizione” (cioè l’art. 19, commi 4 e 5, del decreto-legge 98/11) prevede che a decorrere dall’a.s. 2011/12:
le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado siano aggregate in istituti comprensivi (con conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di primo grado);
le istituzioni scolastiche autonome con un numero di alunni inferiore a 500 unità - ridotto fino a 300 per quelle situate nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche con specificità linguistiche - non possano più essere sede di dirigenza scolastica e debbano essere, conseguentemente, affidate in reggenza.
La nota 5648 - pur omettendo il richiamo al vincolo contenuto nel citato comma 4 in base al quale gli istituti comprensivi (e non si comprende, almeno chiaramente, se il riferimento è a quelli di nuova istituzione o a quelli già esistenti) devono essere costituiti, per “acquisire” l’autonomia, con almeno 1.000 alunni (ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche) - riconosce che la disposizione può essere attuata “mediante i piani regionali di dimensionamento” e, implicitamente, che dovrà essere attivata la relativa procedura di coinvolgimento degli Enti Locali, con palese impossibilità di essere conclusa in tempo utile per l’avvio del nuovo anno scolastico (2011/12).
In questo clima di evidente incertezza delle modalità operative di gestione e attuazione di una norma legislativa di cui è quantomeno problematica l’effettiva decorrenza dall’ormai incombente 1°.9.2011, la nota 5648, per la sua obiettiva parzialità, sarà sicuramente destinata a creare maggiori problemi di quanti - forse ingenuamente - intendeva concorrere a risolvere in quanto l’espressione “… a decorre dall’anno scolastico 2011/12 …” sul piano interpretativo dovrebbe essere intesa quale data di avvio in termini prescrittivi e vincolanti da parte di tutti i soggetti istituzionali dotati di competenza in materia (Regioni e Enti Locali per la definizione della rete scolastica; MIUR per la determinazione degli organici) dell’istruttoria e della definizione di tutti gli atti preordinati alla configurazione delle nuove istituzioni ed alle modalità del loro governo (dirigente/reggente) a far data dall’a.s. 2012/13.
L’Amministrazione si è guardata bene, nel silenzio della norma, ad esprimere un orientamento interpretativo. Tuttavia, la Direzione Generale del Personale, nella tarda mattinata odierna ha provveduto ad emanare una nuova nota (protocollo 5686) nella quale, facendo seguito a quella precedente, precisa che i dirigenti scolastici in servizio presso le istituzioni scolastiche sottodimensionate (con meno di 500 o 300 alunni, come sopra), “per ragioni di continuità direttiva, permangono in servizio nelle predette istituzioni scolastiche fino alla scadenza dell’incarico dirigenziale e annesso contratto”.
Nonostante quest’ultima (e doverosa) precisazione, resta uno stato di notevole confusione e ove il MIUR ritenesse inopportuna, per ragioni di ordine politico, un’azione emendativa anche parziale, in sede di conversione in legge del decreto - tesa a chiarire che l’effettiva entrata in vigore delle nuove disposizioni sulla razionalizzazione della rete scolastica e dei criteri di preposizione alle scuole dei dirigenti scolastici, a seguito dell’adozione dei relativi interventi, decorrerà dall’a.s. 2012/13 (che la CISL Scuola riterrebbe obiettivamente necessaria) - risulta comunque estremamente urgente l’apertura di un “tavolo di concertazione” con le Organizzazioni Sindacali rappresentative al fine di una ricerca di soluzioni ragionevoli e condivise (a partire dalla necessità di una riapertura dei termini per le richieste di mutamento d’incarico), ferma restando la competenza e la responsabilità unilaterale delle determinazioni dell’Amministrazione.
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venerdì 1 luglio 2011
Manovra: passare dai tagli agli investimenti. Sui costi della politica attese deluse.
Il fatto che non si prevedano ulteriori riduzioni di posti rispetto a quelli attivati nell'a.s. 2011/12 può essere una prima risposta alle nostre ripetute richieste di porre fine a un’insostenibile politica di tagli agli organici. Lo stesso vale anche per l’esplicita conferma dei parametri attualmente vigenti per l’organico del sostegno, presupposto necessario per chi, come noi, punta a mantenere e consolidare le pratiche di integrazione che qualificano il nostro sistema scolastico.
Interventi più consistenti attengono al dimensionamento della rete scolastica: al riguardo, rischia di essere riduttivo limitare la questione ad un mero ritocco di parametri numerici, trattandosi di una rivisitazione di modelli organizzativi che necessariamente chiama in causa le competenze di altri livelli istituzionali (regioni, province, comuni).
Sul versante assunzioni, non è messo in discussione il piano triennale per la scuola previsto dal decreto sviluppo, di cui è imminente la conversione in legge. L’immediata copertura di tutti i posti vacanti e disponibili del personale docente e a.t.a. resta l’obiettivo che vogliamo conseguire in tempo utile per l’avvio del prossimo anno scolastico. Su questo abbiamo chiesto al Governo di convocarci: ci attendiamo che lo faccia nel giro di pochi giorni.
All’ulteriore rinvio dei rinnovi contrattuali diciamo no, anche perché la contrattazione può essere fattore importante per migliorare la qualità del servizio, attraverso una valorizzazione delle professionalità legata ad un ottimale utilizzo delle risorse.
Resta la necessità che di scuola si parli non soltanto in relazione a provvedimenti di emergenza economico finanziaria, vincolati al contenimento dei costi. Va invece assunto fino in fondo il concetto che la scuola e la formazione sono settori strategici su cui investire per accelerare l’uscita dalla crisi e offrire al Paese prospettive di crescita e sviluppo.
Non possono essere comunque i lavoratori a sopportare, da soli, il costo del pur necessario risanamento della finanza pubblica. La CISL lo ha detto chiaramente: ogni richiesta di sacrifici al Paese può essere fatta solo a fronte di interventi chiari e credibili che assumano come obiettivo una maggiore equità fiscale, a partire dal recupero delle scandalose quote di evasione, l’eliminazione degli sprechi nell’utilizzo delle risorse pubbliche e un consistente abbattimento dei costi della politica.
Su quest’ultimo punto, in particolare, le attese restano ancora una volta deluse, per l’evanescenza degli interventi annunciati, che risultano di assoluta irrilevanza o affidati a provvedimenti “a futura memoria”. Trasformare ingiustificati privilegi in “diritti acquisiti” da tutelare, quando la stessa cautela non si è usata ogni qualvolta i lavoratori hanno visto rimettere in discussione, per esigenze di risparmio, le loro attese consolidate, aggiunge all’insufficienza dei provvedimenti anche un insopportabile tocco di sfrontatezza.
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martedì 31 maggio 2011
Su DIES. Cisl Scuola Oristano. I «tagli» rendono problematiche le immissioni in ruolo
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martedì 24 maggio 2011
lunedì 25 aprile 2011
venerdì 22 aprile 2011
Oggi su LA NUOVA. Scuola, tagli sempre più severi.
Samugheo la più colpita. Ciulu (CISL) è la razionalizzazione.
L'articolo riferisce dettagliatamente dei tagli nei singoli Istituti.
"Due le cause principali di questa mattanza - dice Pino Ciulu, Segretario della Cisl Scuola -: all'accanimento razionalizzatore dell'amministrazione scolastica, si è aggiunto quello del Piano di razionalizzazione predisposto dagli Enti locali e dalla Regione con la conseguente cancellazione dal territorio di un bel numero di scuole".
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giovedì 21 aprile 2011
TUTTE LE SOPRRESSIONI NELLA SCUOLA PRIMARIA 2011/12
Samugheo -3
Cuglieri -1
Senis -1
Milis +1
S.Vero +1
S. Giusta -1
Cabras -1
Uras -2
Ardauli -4 (!!!)
Abbasanta -1
Oristano n.1: -2
Ales -1
Simaxis +1
Solarussa -1
Oristano n.2: -3
Oristano n.3: +2
Oristano n.4: +2
Bosa -3
Terralba +1
SOSTEGNO
Samugheo -3
S.Lussurgiu -1
Mrrubiu +1
S. Vero +1
S.Giusta +1
Cabras -1
Uras +1
Abbasanta -1
Mogoro +3
Oristano n.1: -1
Ales +1
Ghilarza -1
Oristano n. 3: +1
Oristano n.4: +1
Bosa -1
Posti di Lingua Inglese
POSTI DI LINGUA INGLESE
S. Lussurgiu +1
Uras -1
Oristano n. 1: -1
Ghilarza -1
Oristtano n. 2: -1
Alunni tempo normale 5597 -302
Alunni Tempo pieno 383 +146
Totale alunni 5980 -156
Alunni sostegno 142 -9
Classi a tempo normale 334 -21
Classi a tempo pieno 19 +7
Totale classi 353 -14
Posti 459 -21
Posti di sotegno 77 =
Posti di lingua inglese 23 -5
TOTALE POSTI 559 -26
Istituti Comprensivi della Provincia 25
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domenica 17 aprile 2011
Razionalizzazione. Le nefaste conseguenze in provincia.
Si inizia dalla scuola primaria (ex elementari) poi si continuerà con gli altri ordini di scuola.
Dunque si comincia a tagliare: sono 26 posti che si perdono in un anno (posti comuni), sono complessivamente quest'anno 510, saranno 484 il prossimo anno.
Sono qualità della scuola che va a farsi benedire, sono posti di lavoro che si perdono definitivamente in una realtà come la nostra nella quale la disoccupazione anche intellettuale registra cifre da capogiro.
Qualità della scuola perché lo Stato garantisce sempre meno istruzione, meno classi, meno scuole, e peggiore qualità del servizio.
Il personale, oltre all'aggravio di lavoro, si vede sballottato da una parte all'altra della provincia, anche se ha molti anni di anzianità di servizio.
Abbiamo infatti 20 perdenti posto:
Ales 1
Bosa 1
Cuglieri 1
Ardauli 4 (potenza della razionalizzazione)
Oristano 1: 2
Oristano 2: 2
Samugheo 1
S.Lussurgiu 1
Solarussa 1
Uras 1
Posti di sostegno soppressi: 5
Oristano 1
Bosa
Cabras
Marrubiu
S. Vero Milis
A compensare i tagli conseguenza della razionalizzazione non sono bastati i pensionamenti che sono tanti:
Scuola materna 13
scuola elementare 38
scuola media 27
Ist. Superiori 27
Personale ATA 30
Ricordiamo che oltre all'accanimento razionalizzatore dell'Amministrazione scolastica, quest'anno c'è stato anche quello del piano di razionalizzazione predisposto da Enti Locali e Regione che ha spazzato via dalla provincia un bel po' di scuole: ora le conseguenze.
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venerdì 11 marzo 2011
TAGLI: tre anni dopo ...
"Un'operazione che ha reso più gravose le condizioni di lavoro del personale - dichiara Francesco Scrima - che ha determinato una vera e propria emergenza occupazionale, rendendo indispensabili le misure cosiddette 'salva precari' ma ha anche negativamente condizionato i pur necessari processi di riforma della secondaria e, nella scuola primaria, ha messo in crisi assetti consolidati e collaudati della didattica, fondamento di buone performance riconosciute anche in ambito internazionale.
I dati sono stati raccolti in una pubblicazione consultabile nella sezione "Dossier".
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