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CISL SCUOLA ORISTANO

Segretaria Generale: ELENA AROFFU ***Segretari: BERNARDO CASU, BARBARA RASPA. -SEDE: 09170 ORISTANO P.za Roma Gall. Porcella 4 -tel. 0783.70674 /71003 Fax 71907 e-mail: CislScuola.Oristano@cisl.it - Orari di apertura: vedi link "CONTATTACI" in questa pagina* Per iscriverti:RSU CISL della SCUOLA o Sede Provinciale * Alle Elezioni ENAM hanno votato CISL SCUOLA: 3 insegnanti su 4, il 75,5%. - Webmaster: PINO CIULU

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lunedì 19 dicembre 2011

Pubblico Impiego - Sindacati in piazza contro la Manovra

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CGIL, CISL e UIL unite per chiedere la riapertura del confronto sulla manovra e renderla più equa. La scuola sciopera lunedì 19 dicembre all'ultima ora.

Per rivendicare equità, che non paghino i soliti noti, lavoratori e pensionati, per far pagare chi evade le tasse e chi possiede grandi ricchezze.
Volantino con le motivazioni dello sciopero: leggilo a questo link:http://www.cislscuola.it/sites/default/files/volantino%20sciopero%2019%20dicembre%202011.pdf

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sabato 17 dicembre 2011

Crisi.Bonanni: "In piazza anche a Natale contro una manovra che alimenta la recessione"

"Se i partiti sono andati in quarantena il sindacato non fara' altrettanto, anzi sara' ancora piu' vigile, perche' purtroppo siamo rimasti l'unica realta' che ha in campo proposte e proteste. E questo ci dispiace davvero perche' una democrazia vive di proposte e controproposte.Per me lo sciopero e' sempre un'arma estrema, come diceva Papa Wojtyla, che amava molto il sindacato". Cosi' il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine dell'attivo regionale del sindacato, all'Addaura Hotel, a Palermo, in merito alla manovra. "Lo sciopero noi lo abbiamo fatto solamente perche' il governo non ha voluto incontrarci e questo non era mai successo da parte di nessun esecutivo dell'ultimo quindicennio - ha proseguito -. Ecco perche' la Cisl ha reagito piu' degli altri. È stato come negare l'esistenza del confronto, della democrazia e della responsabilita', che si esercita decidendo". Per Bonanni "la coesione si ottiene solo se la gente e' dentro i processi e si sente considerata e rispettata. Questa volta per fretta e per non volonta' di toccare i ceti piu' abbienti si e' messa in discussione la coesione sociale. Non c'e' stata giustizia nella manovra.Ci vorra' un'altra manovra per correggere quella attuale. Questa e' la realta', il resto sono chiacchiere che si fanno in queste ore. Ieri il presidente della Repubblica - ha proseguito il leader sindacale - ha detto che anche i ceti meno abbienti devono fare i sacrifici, io direi anche i ceti medio-alti ed alti devono farli perche' i sacrifici li stanno facendo solamente i lavoratori e i pensionati". Rispondendo alla domanda se e cosa la Cisl è pronta a trattare sul mercato del lavoro Bonanni ha detto che la Cisl è pronta a trattare su tutto ma a condizione che ci siano negoziato e confronto. ''A proposito dei giovani a Monti dico che la cosa più opportuna da fare per le nuove generazioni è la previdenza integrativa obbligatoria. Cosi' oltre alla stampella pubblica avranno quella privata". "Chiediamo anche di dimezzare le tasse per i soldi che vanno nei fondi integrativi. Senza queste misure si finira' per favorire le banche'', ha spiegato Bonanni, riferendosi alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, che ieri ha ricordato che l'equita' e' anche tra le generazioni e che le riforme strutturali delle pensioni vanno in questa direzione.Commentando poi l'annuncio della Fincantieri di avviare, a partire dal primo gennaio 2012, la cassa integrazione straordinaria a rotazione per 475 operai del sito di Palermo e esuberi per 175 persone alla fine del prossimo biennio.Bonanni ha detto che"Se il Cantiere navale di Palermo, come quello di Genova e quello di Castellammare, non dovessero prendere atto di una concorrenza spietata di coreani e cinesi, riallestendo produzioni competitive e innovative, e' chiaro che permarra' questa situazione di crisi. Il problema e' muoversi - ha aggiunto -, invece di commentare i disastri determinati da una situazione statica". Riguardo alla situazione locale Bonanni si è soffermato sulla vicenda di Termini Imerese "Per fortuna su Termini Imerese abbiamo trovato una soluzione che permette di mantenere quel sito. Questa vicenda, pero', deve essere di insegnamento, perche' bisogna pensare in tempo a quello che succedera' per l'economia e l'occupazione siciliana.Da molti anni si sapeva che un impianto come quello non poteva funzionare montando pezzi che si facevano altrove - ha aggiunto - Credo che sia la metafora di tutto cio' che succede in questa regione, che puo' essere la California d'Europa o l'ultima ruota del carro".

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venerdì 16 dicembre 2011

La manovra rimane fortemente iniqua.

Anche dopo l’approvazione della manovra varata dal Governo da parte della Camera rimane il nostro giudizio di una forte iniquità, soprattutto nei confronti dei dipendenti pubblici.

E lo sciopero di un’ora di lunedì prossimo del comparto scuola è una prima risposta ai tanti interventi penalizzanti del settore che ai tagli di organici e risorse degli anni passati e allo stop dei rinnovi contrattuali vede ora affiancarsi pesanti ripercussioni soprattutto sul versante previdenziale.

La CISL chiede con forza che istruzione e formazione siano finalmente assunti come risorsa su cui investire per la crescita, per uscire meglio e più rapidamente dalla crisi. Per questo serve un confronto vero tra Governo e parti sociali, ma chiediamo che lo stesso avvenga con il Ministro in modo specifico sulle politiche scolastiche.

Roma, 16 dicembre 2011

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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mercoledì 14 dicembre 2011

Pubblico impiego e Scuola. Sciopero del 19 dicembre 2011. Video di Francesco Scrima Segretario Generale CISL SCUOLA.

Manovra. Serve più equità. Guarda il video su youTube

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martedì 13 dicembre 2011

Sciopero del 19 dicembre, modalità operative

In una nota unitaria vengono indicate le modalità di effettuazione dello sciopero nella giornata del 19 dicembre, con particolare riferimento ai docenti in servizio su classi con orario anche pomeridiano.

Proprio per rimuovere possibili ambiguità era stata inviata una comunicazione integrativa della proclamazione di sciopero, di cui l'Amministrazione dà conto nella nota prot. AOOUFGAB N. 11410/PF del 13 dicembre 2011.

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lunedì 12 dicembre 2011

Manovra. Bonanni: "La battaglia della Cisl prosegue per trovare l'unità"

Roma, 12 dicembre 2011. "La 'battaglia' unitaria di Cgil, Cisl e Uil per cambiare la manovra economica va avanti e presto saranno possibili nuove iniziative". Lo ha affermato il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni al termine dell'incontro con i segretari generale Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil) dopo il presidio dei sindacati a Montecitorio. "Abbiamo parlato - ha detto Bonanni - di come continuare la nostra battaglia. Non daremo tregua fino all'ultimo e anche dopo. Potrebbero esserci nuove inizitive". "La manovra cosi' come e' strutturata -ha proseguito Bonanni- istiga alla ribellione''. ''Ci siamo sentiti ripetere - ha detto - che c'e' una crisi incredibile e che la manovra deve essere rigorosa. Siamo d'accordo ma deve essere anche equa. E noi di equita' non ne troviamo in questo provvedimento''. "I sindacati si appellano perciò al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano perché si percorra la strada dell'equità". "Questa iniziativa - ha detto Bonanni - è per protestare contro una manovra sulla quale non c'è stata discussione e che colpisce solo lavoratori dipendenti e pensionati come mai fino ad ora. Di fronte alle nostre richieste di patrimoniale, vendita del patrimonio pubblico e riduzione dei costi della pubblica amministrazione, ci siamo sentiti opporre solo rifiuti e richiami al rigore. La manovra è rigorosa ma non equa e lo diciamo a Napolitano che ha fatto della coesione sociale e dell'equità un richiamo costante. Saremo qui ogni giorno - ha concluso - per fare in modo che non si arrivi a una soluzione senza la mediazione del sindacato".

E già questa mattina Bonanni, nel commentare l'esito dell'incontro informale svoltosi ieri sera a palazzo Chigi tra Cgil, Cisl, Uil e Ugl e il presidente del Consiglio Mario Monti sulla manovra, aveva sottolineato l'intenzione di non interrompere i presidi: "Li faremo sotto il Parlamento tutti i giorni, fino all'ultimo giorno della manovra. E se sarà un percorso di guerra nei prossimi mesi, voglio capire chi dovrà provvedere alla coesione sociale, a stringere le persone, quelle che lavorano, intorno a un paese che ha bisogno di essere sostenuto. La politica sarà in difficoltà e dovrà ricorrere al voto di fiducia. Facendo saltare la concertazione, si crea un danno gravissimo al Paese".
"Ieri non ci sono stati elementi tali da suscitare in noi la rimozione dello sciopero. Trovare soluzioni - ha precisato -significa trovarle con misure di equità e non a colpire solo lavoratori e pensionati. Noi abbiamo esposto le nostre opinioni e richieste, ma dall`altra parte seppur cortesemente, ci si è limitati a dire che si comprendono le esigenze ma non si è in grado di giungere a una discussione di modifica. Il governo ha comunque preso tempo per verificare quali delle nostri istanze si possono valutare - ha spiegato Bonanni - Io voglio sperare che la partita non sia chiusa, ma ieri sera si sono riscontrati dei margini strettissimi. Lo sciopero - ha poi precisato - è uno strumento estremo quando la controparte non vuole discutere. Negli ultimi anni ne abbiamo fatto a meno perché il dialogo e la mediazione è stata costante e i governi si sono presi le loro responsabilità. Usiamo quest`arma estrema perché non c`è margine". "La condizione che vive il Paese e' molto grave e bisogna agire rapidamente, come ha detto Monti, e ne siamo convinti, ma le posizioni restano distanti perche' bisogna trovare soluzioni con senso di equita'. Vogliamo una manovra che salvi l'Italia ma che salvi anche gli italiani che non hanno piu' soldi" ha concluso il Segretario della Cisl ricordando che l'obiettivo deve essere "quello di fare pagare chi ha di più e non di far pagare chi ha di meno".

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Sciopero 19 dicembre 2011 - Volantino unitario

Tutti i sindacati più rappresentativi della scuola - uniti sullo sciopero di lunedì prossimo, 19 dicembre - richiamano in un volantino gli obiettivi della mobilitazione.

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mercoledì 7 dicembre 2011

Scuola in sciopero il 19 dicembre

CGIL, CISL e UIL unite per chiedere la riapertura del confronto sulla manovra e renderla più equa. Sciopero di 3 ore il 12 dicembre, la scuola sciopera lunedì 19 dicembre all'ultima ora. Confermate assemblee e presìdi.

Questo il comunicato stampa diffuso poco fa da CGIL, CISL e UIL:

"Si è svolto questa mattina un incontro fra Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Preoccupati per le conseguenze che la manovra economica determina su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese, CGIL, CISL e UIL chiedono un incontro al Governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per chiedere i necessari cambiamenti.

CGIL, CISL e UIL chiedono, inoltre, un incontro a tutti i partiti per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare. Intanto, già nella giornata odierna, le tre Organizzazioni Sindacali presenteranno emendamenti comuni nel corso dell'audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso, CGIL, CISL e UIL proclamano, per la giornata di lunedì 12 dicembre, tre ore di sciopero, con presìdi davanti alle Prefetture, affidandone la gestione ai territori.

Infine, saranno effettuati presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato, fino alla conclusione dell'iter parlamentare previsto per la manovra".

Roma, 7 dicembre 2011

* * *

IMPORTANTE: FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA HANNO DECISO PER IL COMPARTO L'ASTENSIONE DAL LAVORO LUNEDI' 19 DICEMBRE, NELL'ULTIMA ORA DI SERVIZIO.

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Manovra, azioni unitarie per riaprire il confronto

CGIL, CISL e UIL unite per chiedere la riapertura del confronto sulla manovra e renderla più equa. Sciopero di 3 ore il 12 dicembre, ad eccezione di scuola e pubblico impiego, le cui modalità verranno comunicate successivamente. Confermate assemblee e presìdi.
Questo il comunicato stampa diffuso poco fa da CGIL, CISL e UIL:

"Si è svolto questa mattina un incontro fra Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Preoccupati per le conseguenze che la manovra economica determina su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese, CGIL CISL e UIL chiedono un incontro al Governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per chiedere i necessari cambiamenti.

CGIL, CISL e UIL chiedono, inoltre, un incontro a tutti i partiti per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare. Intanto, già nella giornata odierna, le tre Organizzazioni Sindacali presenteranno emendamenti comuni nel corso dell'audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso, CGIL CISL e UIL proclamano, per la giornata di lunedì 12 dicembre, tre ore di sciopero, con presìdi davanti alle Prefetture, affidandone la gestione ai territori.

Infine saranno effettuati presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato fino alla conclusione dell'iter parlamentare previsto per la manovra."

Roma, 7 dicembre 2011.

IMPORTANTE: LO SCIOPERO DEL 12 DICEMBRE NON RIGUARDA SCUOLA E PUBBLICO IMPIEGO; LE DECISIONI PER QUESTI SETTORI, LEGATE AGLI ADEMPIMENTI PARTICOLARI CUI SONO SOTTOPOSTE LE AZIONI DI SCIOPERO NEI COMPARTI PUBBLICI, SARANNO COMUNICATE QUANTO PRIMA.

In allegato la nota organizzativa unitaria sulle iniziative programmate per i prossimi giorni.

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martedì 6 dicembre 2011

Venerdì 16 dicembre 1 ora di sciopero nella scuola contro la manovra.

In considerazione dei problemi connessi alle modalità di proclamazione ed effettuazione delle azioni di sciopero nel settore pubblico, la CISL ha deciso che l'astensione dal lavoro per le categorie del pubblico impiego, dei trasporti e della scuola sarà effettuata nella giornata di venerdì 16 dicembre p.v. con la modalità dello sciopero breve. Per il comparto scuola, ciò significa che lo scioperò è indetto con le seguenti modalità:
DOCENTI: astensione dal lavoro nell''ultima ora di lezione prevista per la classe
ATA e DIRIGENTI: astensione nell'ultima ora del proprio turno di servizio

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lunedì 5 dicembre 2011

Manovra. Bonanni: "Lunedì 12 dicembre due ore di sciopero per riaprire il confronto"

Roma, 5 dicembre 2011. "Siamo preoccupati di quello che sta avvenendo e non poteva che essere così quando si esclude il confronto serrato con le parti sociali, e sottolineo che è la prima volta che succede". Ha aperto in questo modo, Raffaele Bonanni, la conferenza stampa in corso unitamente alla Uil, esprimendo tutta la sua apprensione per quanto successo nei giorni scorsi. "Non poteva che andare a finire in questo modo -ha proseguito- per il solo fatto che non ci sono state mediazioni. Questa manovra e' una misura pesante e senza equilibrio, siamo preoccupati perché a pagare sono i lavoratori, già in difficoltà. Nessuno può sfuggire a questa manovra, e le persone nate negli anni '50 -ha sottolineato- saranno le più colpite perché si trovano inchiodate da un fuoco concentrico: da una parte l'innalzamento dell'età e al passaggio da sistema retributivo a contributivo. Tra l'altro le donne sono le più colpite, il tutto nel pieno della crisi economica che vede molti lavoratori in cassa integrazione in deroga, ordinaria, straordinaria e via dicendo. La manovra quindi colpisce un'area vastissima di lavoratori italiani; molto esposti i lavoratori del privato, delle piccole e medie aziende dove i soldi non sono facilmente reperibili, dove si è in mano alla volontà delle aziende che possono decidere di licenziare. E' una cosa ingestibile".
"Abbiamo chiesto un confronto - è tornato a sottolineare- ci è stato negato accampando una pretesa mai sentita fino ad ora: di ingestibilità di una materia che è del tutto politica - ha prescisato Bonanni riferendosi all'argomento previdenza - Francamente penso sia una decisione bizzarra che non ha nessun precedente in Italia. Il tutto mentre si continua a non fare chiarezza sui fondi speciali, sui tanti che prendono pensioni esorbitanti. Fino a qualche tempo fa si usava l'argomento 'giovani' come scudo per poter pensare una riforma. Oggi non si parla più nemmeno di giovani. Dal 1996 non più del 10% ha la copertura dei fondi, cosa che abbiamo chiesto fosse obbligatoria. Equità, ci è sembrato un termine che risuonasse fortemente qualche giorno fa. Dove è andata a finire? Riteniamo un errore evitare il rapporto con le parti sociali, viene voglia di dire che si commissaria la politica e non il sociale e ci rivolgeremo ai gruppi parlamentari per far vivere un minimo di discussione che ci porti a decisioni sì rigorose ma al rigore deve accompagnarsi l'equità che fino ad ora non abbiamo trovato. Senza confronto non ci puo' essere equità. E come sindacato siamo interessati a questo e su questo problema e su altri della previdenza riteniamo che bisogna aprire una vera e proprio trattativa e su questo non lasceremo correre.Come non siamo d'accordo sulla vicenda fiscale: non deve interessare né i lavoratori né i pensionati perché hanno la ritenuta alla fonte. Ci dispiace che non si sia più parlato di patrimoniale e imposte indirette e ricordiamo al Prof. Monti che sono i sistemi più usati in Europa. Insisto: quando c'è un governo tecnico il sociale deve essere la realtà e cio' non si è fatto: questo è un pericolo. Non si troverà così la coesione nel paese. La vicenda fiscale è cio' che deve essere portata avanti ed il Governo deve dare segni tangibili".
"Dopo le nostre proteste, almeno ci si è astenuti dall' innalzare l'Irpef. Rivendichiamo ora una discussione sul fisco: che fine ha fatto l'affermazione del presidente del Consiglio al Senato che diceva che ci sarebbero state tasse indirette e carichi sui patrimoni? Il Governo ha detto che queste non sono materie di nostra competenza ma ci riconosce competenza sul mercato del lavoro: a Monti e al Ministro del lavoro rispondo che il sindacato non c'è per licenziare la gente. Non rinunciamo ma agiremo in tutti i modi per far rientrare questo tentativo di far fallire i soggeti sociali perché quello che è avvenuto è un vero blizt a scapito delle parti sociali.
Abbiamo forti rappresentanze da gestire e non abbandoneremo così facilmente la nostra reputazione di soggetti riformisti, non molleremo affatto la vicenda che abbiamo di fronte tant'è che chiederemo incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il parlamento deve garantire una discussione equilibrata come è da tradizione italiana per la tutela e la garanzia di cittadini, lavoratori e pensionati italiani. Voglio ricordare agli economisti del governo di come non si debbano fare manovre recessive e di come si mantiene e si ravviva la crescita. Non siamo affatto d'accordo sulle misure riguardanti la rivalutazione e il limite di 900 euro."."Saremo sotto il Parlamento con una fortissima presenza di lavoratori e non molleremo questa storia per un solo giorno fino al ripristino di un criterio di responsabilità. Se qualcuno vuole commissariare la politica, il sociale non si commissaria!
Questo è un attentato al sindacalismo confederale, un vero e proprio blizt. Per questo chiediamo a tutti i lavoratori della Cisl e della Uil, a tutti i militanti, iscritti e dirigenti di fare lunedi' prossimo uno sciopero-protesta nelle ultime due ore di lavoro di recarsi presso tutte le prefetture per far sentire la nostra voce e richiedere con forza di aprire un negoziato. A Roma saremo sotto il parlamento'' - spiega il segretario generale della Cisl e alla Confederazione guidata da Susanna Camusso, dice: ''la Cgil ci chiede di discutere, siamo felici di questo, se sono d'accordo con noi sulla richiesta preliminare di contrattazione, di negoziato, se condivide questa impostazione benissimo. Diversamente marceremo divisi e colpiremo uniti. La nostra parola d'ordine sarà equità e non finiremo di ripeterlo".
Anche il Segretario della Uil, Luigi Angeletti ha ribadito che "non si è voluta fare una trattativa e che le tre parole d'ordine 'rigore, equità e crescita' non sono state rispettate poiché manca totalmente l'equità. Non è vero che il pareggio di bilancio e la crescita non possano essere raggiunti in maniera equa - ha detto Angeletti - l'allungamento dell'età pensionabile doveva servire per avere risorse per i più giovani, ma con i nuovi provvedimenti non ci sono risorse per i più giovani e i più anziani sommano due svantaggi: gli si chiede di lavorare di più e di avere una pensione più bassa. Le donne sono più penalizzate. Si fa cassa com le pensioni e se ci s fosse stato un confronto reale con il sindacato ci sarebbe stata anche più trasparenza. Si dice che solo l'Italia ha le pensioni di anzianità, - ha aggiunto - ma quelle pensioni i lavoratori se le guadagnano versando i contributi nell'arco di una vita. La previdenza integrativa è stata completamente tralasciata mentre avrebbe dovuto essere la seconda gamba del sistema pensionaistico in abbinamento al contributivo. Da questa manovra manca la crescita, aumenterà la disoccupazione e non si raggiungerà l'obbiettivo del pareggio di bilancio. In Europa solo le tasse sono l'unico strumento per fare politica economica, ma in questo caso gravano solo sul lavoro dipendente. Per quanto riguarda i costi della politica si sarebbero potuti ridurre di 5 miliardi ed invece non si è fatto nulla. Inoltre il previsto aumento dell'iva deprimerà ulteriormente i consumi.
Al Governo chiediamo una politica economica basata su rigore crescita equità".

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Ultim'ora. Lundì 12 sciopero alle ultime due ore. Contro la manovra.

Sciopero di CISL e UIL Per rivendicare equità, che non paghino i soliti noti onesti, lavoratori e pensionati, per far pagare chi evade le tasse e chi ha grandi ricchezze

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sabato 19 novembre 2011

SARDEGNA. Medde (Cisl reg.le): "A una settimana dallo sciopero generale e dalla manifestazione dei 60.000 a Cagliari, ancora nessuna risposta dalla Regione"

"A una settimana dallo sciopero generale e dalla manifestazione dei 60.000 a Cagliari la Giunta regionale non ha ancora provveduto a dare segnali di attenzione ai lavoratori e pensionati scesi in lotta e non ha ancora provveduto a confrontarsi con i sindacati". Così il Segretario della Cisl sarda, Mario Medde che in una nota lancia un appello alla Regione perché il messaggio e le proposte lanciate con la mobilitazione della scorsa settimana a Cagliari non vengano dimenticate.

"Si attende ancora una risposta sui problemi e sulle proposte che il sindacato e i lavoratori hanno posto l'11 novembre. Si è ancora lontani da un'assunzione di responsabilità per frenare l'impatto della crisi economica e sociale nell'Isola.

Non possiamo accettare che una così vasta partecipazione alla lotta possa essere annullata da un'ordinaria amministrazione dei problemi e da dilazioni che aumentano gli effetti devastanti della crisi. Pertanto, la mobilitazione resta alta, e vigile è l'attenzione del sindacato confederale sardo. Il sindacato lancia un appello a quanti nella maggioranza hanno sensibilità sociale per interpretare il forte e diffuso disagio sociale presente nell'Isola e l'urgenza che ai lavoratori e pensionati venga data una risposta sui temi dello sviluppo, del lavoro e delle riforme. Non servono più impegni generici. È fondamentale che la Giunta assuma decisioni condivise in grado di incidere nelle condizioni di vita e di lavoro dei sardi.

La manovra finanziaria e di bilancio è un'opportunità che va colta. Si tratta, però, di rivedere in termini strutturali la proposta della Giunta perché possa contenere misure e interventi a favore del lavoro, dei giovani, delle famiglie e delle imprese. Continueranno anche a dicembre la mobilitazione e le iniziative del sindacato sardo, insieme alle associazioni che hanno dato vita alla giornata di protesta dell'11 novembre. Nelle iniziative in via di calendarizzazione verrà ribadita l'urgenza - conclude Medde - che la massima istituzione della Sardegna venga rivisitata e che la politica sarda disostruisca i canali di collegamento con la società".

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venerdì 11 novembre 2011

Oggi a Cagliari. Sciopero generale della Sardegna.



Immagini della Manifestazione e una delegazione CISL SCUOLA di Oristano

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venerdì 28 ottobre 2011

TG CISL. Licenziamenti. Bonanni: provocazione ideologica, pronti allo sciopero

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"Sui licenziamenti pronti a scioperare". Bonanni a La Stampa

In un'intervista a "La Stampa" (venerdì 28 ottobre 2011) Raffaele Bonanni dichiara l'indisponibilità della Cisl a trattare su possibili licenziamenti e minaccia di ricorrere ad azioni di sciopero su proposte del Governo mosse unicamente da deprecabili ragioni ideologiche. "Sul mercato del lavoro possiamo discutere, sui licenziamenti no" è la presa di posizione netta e decisa di Bonanni, che non esclude la possibilità di convergenze unitarie in difesa del lavoro, nonostante le forti differenze di strategia che tuttora permangono tra le diverse sigle sindacali.

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giovedì 27 ottobre 2011

TG CISL di oggi. Bonanni: Su licenziamenti pronti allo sciopero.

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sabato 18 giugno 2011

Bonanni: "Un fisco contro i privilegi o sciopero generale"

"E' un ultimatum al governo" quello lanciato oggi a Piazza del Popolo da Cisl e Uil in occasione della Manifestazione nazionale indetta dalle due confederazioni per sollecitare la riforma fiscale, la legge quadro sulla non autosufficienza, lavoro e crescita. 80 mila le persone giunte a Roma per partecipare all'iniziativa. Lavoratori, immigrati, giovani, donne e pensionati, provenienti da tutte le regioni.

"Bisogna abbassare le tasse ai lavoratori ed è arrivato il momento di dire basta perdite di tempo, - ha detto il Segretario generale della Cisl dal palco di Piazza del Popolo. "C'e' un'Italia parassita che deve sparire per fare emergere l'Italia che lavora. Basta litigi, chiediamo un forte ridimensionamento della spesa inefficiente e improduttiva a partire da quella politica e di non toccare la spesa sociale. Il governo non si azzardi a portare una manovra senza un taglio del 40% degli emolumenti ai politici. I costi della politica sono decuplicati rispetto alla Prima Repubblica - ha aggiunto - ed è indispensabile una riduzione drastica nelle Regioni, che sembrano stati, nei Comuni, che spesso non si reggono in piedi, e nelle Province, che non si capisce a cosa servono". E nel rivolgersi alla piazza, Bonanni ha detto: "E' un momento delicato e difficile per il paese. Stringiamoci insieme, bisogna unirsi per rigenerare l'Italia e seppellire gli impostori, i violenti. La riforma fiscale e' la madre di tutti i nostri problemi. Abbiamo avuto grandi successi in passato ma adesso il completamento del nuovo sistema fiscale passa per una revisione integrale". Gia alla vigilia della manifestazione il Segretario della Cisl, aveva parlato di "un ultimo avviso ai naviganti" ed oggi lo ha ribadito: "La riforma del fisco si deve fare, questo è l'ultimo avvertimento al governo o si rischia uno scontro politico e sociale".

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venerdì 6 maggio 2011

Scrima: "Riflettiamo su uno sciopero che non riscuote consenso"

Non siamo soliti commentare i dati di adesione agli scioperi proclamati da altri, ed è fuori discussione il massimo rispetto che si deve a chi abbia ritenuto di parteciparvi, esercitando un diritto sacrosanto. Quando però il numero dei non aderenti supera così nettamente quello di chi ha scioperato (85% contro 15%) al di là dei giudizi si impone una riflessione, che presuppone il riconoscimento della piena dignità di entrambe le scelte, comunque meritevoli di rispetto.

Si tratta infatti, in ogni caso, di lavoratori che con i loro comportamenti ci danno segnali e messaggi che abbiamo tutto l’interesse, oltre che il dovere, di ascoltare e interpretare.

Non c’è dubbio che il disagio e le attese non corrisposte della nostra categoria, i lavoratori della scuola, sono molto ma molto più estesi di quanto non dimostri la percentuale di scioperanti, addirittura inferiore alla rappresentatività attribuita al sindacato che quello sciopero ha promosso.

Non è però disinteresse, né apatia, quella che traspare da comportamenti tradotti in cifre inequivocabili: vi si legge, piuttosto, che rispetto ai problemi e alle attese di una loro soluzione lo strumento proposto, se gestito in questo modo, non è percepito dai lavoratori come utile.

Né si rivela sufficiente, per suscitare adesioni, caricare fortemente lo sciopero di motivazioni politiche, come si è fatto in modo così clamoroso: si vedano, ad esempio, i dati della Puglia, dove anche chi ha presumibilmente concorso a eleggere il più antigovernativo dei Governatori pare abbia dato una risposta appena percettibile (tra il 5 e i 6%).

C’è davvero da riflettere, per tutti. Per quanto ci riguarda, noi troviamo una ragione in più per continuare a seguire la via di un’azione sindacale autonoma, concreta, che punta ai risultati e non a sterili, e in questo caso non riuscite, dimostrazioni di forza.

Roma, 6 maggio 2011

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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