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CISL SCUOLA ORISTANO

Segretaria Generale: ELENA AROFFU ***Segretari: BERNARDO CASU, BARBARA RASPA. -SEDE: 09170 ORISTANO P.za Roma Gall. Porcella 4 -tel. 0783.70674 /71003 Fax 71907 e-mail: CislScuola.Oristano@cisl.it - Orari di apertura: vedi link "CONTATTACI" in questa pagina* Per iscriverti:RSU CISL della SCUOLA o Sede Provinciale * Alle Elezioni ENAM hanno votato CISL SCUOLA: 3 insegnanti su 4, il 75,5%. - Webmaster: PINO CIULU

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sabato 17 dicembre 2011

Crisi.Bonanni: "In piazza anche a Natale contro una manovra che alimenta la recessione"

"Se i partiti sono andati in quarantena il sindacato non fara' altrettanto, anzi sara' ancora piu' vigile, perche' purtroppo siamo rimasti l'unica realta' che ha in campo proposte e proteste. E questo ci dispiace davvero perche' una democrazia vive di proposte e controproposte.Per me lo sciopero e' sempre un'arma estrema, come diceva Papa Wojtyla, che amava molto il sindacato". Cosi' il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine dell'attivo regionale del sindacato, all'Addaura Hotel, a Palermo, in merito alla manovra. "Lo sciopero noi lo abbiamo fatto solamente perche' il governo non ha voluto incontrarci e questo non era mai successo da parte di nessun esecutivo dell'ultimo quindicennio - ha proseguito -. Ecco perche' la Cisl ha reagito piu' degli altri. È stato come negare l'esistenza del confronto, della democrazia e della responsabilita', che si esercita decidendo". Per Bonanni "la coesione si ottiene solo se la gente e' dentro i processi e si sente considerata e rispettata. Questa volta per fretta e per non volonta' di toccare i ceti piu' abbienti si e' messa in discussione la coesione sociale. Non c'e' stata giustizia nella manovra.Ci vorra' un'altra manovra per correggere quella attuale. Questa e' la realta', il resto sono chiacchiere che si fanno in queste ore. Ieri il presidente della Repubblica - ha proseguito il leader sindacale - ha detto che anche i ceti meno abbienti devono fare i sacrifici, io direi anche i ceti medio-alti ed alti devono farli perche' i sacrifici li stanno facendo solamente i lavoratori e i pensionati". Rispondendo alla domanda se e cosa la Cisl è pronta a trattare sul mercato del lavoro Bonanni ha detto che la Cisl è pronta a trattare su tutto ma a condizione che ci siano negoziato e confronto. ''A proposito dei giovani a Monti dico che la cosa più opportuna da fare per le nuove generazioni è la previdenza integrativa obbligatoria. Cosi' oltre alla stampella pubblica avranno quella privata". "Chiediamo anche di dimezzare le tasse per i soldi che vanno nei fondi integrativi. Senza queste misure si finira' per favorire le banche'', ha spiegato Bonanni, riferendosi alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, che ieri ha ricordato che l'equita' e' anche tra le generazioni e che le riforme strutturali delle pensioni vanno in questa direzione.Commentando poi l'annuncio della Fincantieri di avviare, a partire dal primo gennaio 2012, la cassa integrazione straordinaria a rotazione per 475 operai del sito di Palermo e esuberi per 175 persone alla fine del prossimo biennio.Bonanni ha detto che"Se il Cantiere navale di Palermo, come quello di Genova e quello di Castellammare, non dovessero prendere atto di una concorrenza spietata di coreani e cinesi, riallestendo produzioni competitive e innovative, e' chiaro che permarra' questa situazione di crisi. Il problema e' muoversi - ha aggiunto -, invece di commentare i disastri determinati da una situazione statica". Riguardo alla situazione locale Bonanni si è soffermato sulla vicenda di Termini Imerese "Per fortuna su Termini Imerese abbiamo trovato una soluzione che permette di mantenere quel sito. Questa vicenda, pero', deve essere di insegnamento, perche' bisogna pensare in tempo a quello che succedera' per l'economia e l'occupazione siciliana.Da molti anni si sapeva che un impianto come quello non poteva funzionare montando pezzi che si facevano altrove - ha aggiunto - Credo che sia la metafora di tutto cio' che succede in questa regione, che puo' essere la California d'Europa o l'ultima ruota del carro".

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lunedì 12 dicembre 2011

Manovra. Bonanni: "La battaglia della Cisl prosegue per trovare l'unità"

Roma, 12 dicembre 2011. "La 'battaglia' unitaria di Cgil, Cisl e Uil per cambiare la manovra economica va avanti e presto saranno possibili nuove iniziative". Lo ha affermato il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni al termine dell'incontro con i segretari generale Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil) dopo il presidio dei sindacati a Montecitorio. "Abbiamo parlato - ha detto Bonanni - di come continuare la nostra battaglia. Non daremo tregua fino all'ultimo e anche dopo. Potrebbero esserci nuove inizitive". "La manovra cosi' come e' strutturata -ha proseguito Bonanni- istiga alla ribellione''. ''Ci siamo sentiti ripetere - ha detto - che c'e' una crisi incredibile e che la manovra deve essere rigorosa. Siamo d'accordo ma deve essere anche equa. E noi di equita' non ne troviamo in questo provvedimento''. "I sindacati si appellano perciò al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano perché si percorra la strada dell'equità". "Questa iniziativa - ha detto Bonanni - è per protestare contro una manovra sulla quale non c'è stata discussione e che colpisce solo lavoratori dipendenti e pensionati come mai fino ad ora. Di fronte alle nostre richieste di patrimoniale, vendita del patrimonio pubblico e riduzione dei costi della pubblica amministrazione, ci siamo sentiti opporre solo rifiuti e richiami al rigore. La manovra è rigorosa ma non equa e lo diciamo a Napolitano che ha fatto della coesione sociale e dell'equità un richiamo costante. Saremo qui ogni giorno - ha concluso - per fare in modo che non si arrivi a una soluzione senza la mediazione del sindacato".

E già questa mattina Bonanni, nel commentare l'esito dell'incontro informale svoltosi ieri sera a palazzo Chigi tra Cgil, Cisl, Uil e Ugl e il presidente del Consiglio Mario Monti sulla manovra, aveva sottolineato l'intenzione di non interrompere i presidi: "Li faremo sotto il Parlamento tutti i giorni, fino all'ultimo giorno della manovra. E se sarà un percorso di guerra nei prossimi mesi, voglio capire chi dovrà provvedere alla coesione sociale, a stringere le persone, quelle che lavorano, intorno a un paese che ha bisogno di essere sostenuto. La politica sarà in difficoltà e dovrà ricorrere al voto di fiducia. Facendo saltare la concertazione, si crea un danno gravissimo al Paese".
"Ieri non ci sono stati elementi tali da suscitare in noi la rimozione dello sciopero. Trovare soluzioni - ha precisato -significa trovarle con misure di equità e non a colpire solo lavoratori e pensionati. Noi abbiamo esposto le nostre opinioni e richieste, ma dall`altra parte seppur cortesemente, ci si è limitati a dire che si comprendono le esigenze ma non si è in grado di giungere a una discussione di modifica. Il governo ha comunque preso tempo per verificare quali delle nostri istanze si possono valutare - ha spiegato Bonanni - Io voglio sperare che la partita non sia chiusa, ma ieri sera si sono riscontrati dei margini strettissimi. Lo sciopero - ha poi precisato - è uno strumento estremo quando la controparte non vuole discutere. Negli ultimi anni ne abbiamo fatto a meno perché il dialogo e la mediazione è stata costante e i governi si sono presi le loro responsabilità. Usiamo quest`arma estrema perché non c`è margine". "La condizione che vive il Paese e' molto grave e bisogna agire rapidamente, come ha detto Monti, e ne siamo convinti, ma le posizioni restano distanti perche' bisogna trovare soluzioni con senso di equita'. Vogliamo una manovra che salvi l'Italia ma che salvi anche gli italiani che non hanno piu' soldi" ha concluso il Segretario della Cisl ricordando che l'obiettivo deve essere "quello di fare pagare chi ha di più e non di far pagare chi ha di meno".

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lunedì 5 dicembre 2011

Ultim'ora. Lundì 12 sciopero alle ultime due ore. Contro la manovra.

Sciopero di CISL e UIL Per rivendicare equità, che non paghino i soliti noti onesti, lavoratori e pensionati, per far pagare chi evade le tasse e chi ha grandi ricchezze

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giovedì 15 settembre 2011

Manovra. La Cisl mobilita i lavoratori pubblici. Stati Generali il 12 ottobre a Roma

"Scuola, Università, Ricerca, Pubblico Impiego, Soccorso Pubblico e Sicurezza non vogliono pagare più nulla all'incapacità della politica di governare il Paese con serietà ed equità". Lo ha detto oggi a Magnano di Riviera, in provincia di Udine, il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni nel corso del meeting della Cisl del Friuli Venezia Giulia. "I sacrifici richiesti per fronteggiare la crisi in atto non possono ricadere prevalentemente, come sta avvenendo, sui lavoratori dipendenti e su quelli pubblici in particolare", ha affermato il leader della Cisl.

"Da tempo stiamo contrastando i ripetuti tentativi di introdurre nei provvedimenti di emergenza norme che penalizzano sul piano retributivo e normativo i lavoratori pubblici, mettendone in discussione diritti e aspettative e mortificandone la professionalità. Continuano intanto a non avere risposta le nostre richieste di assicurare equità e sostenibilità sociale alla manovra, intervenendo su costi e privilegi della politica, contrastando efficacemente evasione ed elusione fiscale, facendo pagare di più chi dispone di più alti redditi e grandi patrimoni. Non ci bastano i risultati, pur importanti, che abbiamo ottenuto (salvataggio delle tredicesime e del valore, ai fini previdenziali, del servizio militare e dei periodi di studio universitari, attuazione del piano di assunzioni nella scuola). Di fronte al persistente accanimento sul lavoro pubblico, di cui non viene riconosciuto in alcun modo il valore sociale, diciamo basta.

Scuola, Università, Ricerca, Pubblico Impiego, Soccorso Pubblico e Sicurezza non sono un peso, ma una indispensabile risorsa da salvaguardare e valorizzare. Va affermato il valore del lavoro pubblico come presidio a garanzia di fondamentali diritti di cittadinanza (salute, istruzione, sicurezza, soccorso e servizi civici), come leva di crescita e sviluppo economico e sociale, e quale strumento per il potenziamento della competitività del sistema paese. Per questo c'è bisogno di un forte segnale di discontinuità nel modo di considerare e affrontare i problemi del Paese e del pubblico servizio. Si deve voltare pagina.

Per affermare il valore del lavoro pubblico e migliorarne la qualità, per tutelare la dignità di tanti lavoratori che prestano la loro opera con impegno e competenza, la CISLe la sue federazioni di categoria avviano una fase di forte mobilitazione in tutto il Paese e convocano per il giorno 12 ottobre 2011 a Roma gli Stati Generali di Scuola, Università, Ricerca, Pubblico Impiego Soccorso Pubblico e Sicurezza".

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mercoledì 18 maggio 2011

Mobilitazione Dirigenti Scolastici della Sardegna

Cagliari 18 maggio 2011

Documento Unitario Vertenza Dirigenti Scolastici della Sardegna

L’assemblea sindacale del 16 maggio dei Dirigenti Scolastici, indetta dalla FLC-CGIL, CISL Scuola,SNALS Confsal e UIL Scuola della Sardegna, si è chiusa con la richiesta di un percorso di mobilitazione e di lotta. Condividendo e sostenendo questa forte sollecitazione le scriventi Organizzazioni Sindacali articolano questo percorso nelle seguenti tappe:

 l’immediata definizione puntuale delle richieste dei Dirigenti Scolastici,

 incontri istituzionali urgenti con l’Assessore Regionale della Pubblica Istruzione e con il Ministero dell’Istruzione, reputando invece consumata l’interlocuzione con l’Ufficio Scolastico Regionale,

 denunzia alla pubblica opinione della grave situazione,

 ampliamento delle iniziative giudiziarie a tutela dei diritti dei dirigenti;

 decisione, oramai improcrastinabile, di una giornata di sciopero.

Tra i Dirigenti Scolastici è fortemente diffuso, insieme ad una crescente difficoltà nello svolgere le funzioni di direzione delle scuole, anche il disagio per le scelte dell’Amministrazione, che li fanno sentire abbandonati a se stessi e giudicati in modo ingiusto.
La drammatica riduzione delle risorse alle scuole pubbliche sta costringendo i Dirigenti Scolastici, per non interrompere il servizio scolastico, a scelte dolorose: come chiedere contributi volontari alle famiglie, sortendo persino l’accusa denigratoria di voler così screditare l’Amministrazione e l’irresponsabile tentativo di rompere l’alleanza fra la scuola e le famiglie e compromettere il rapporto fiduciario alla base
della funzione educativa del sistema di istruzione.

In questo periodo la Dirigenza Scolastica ha fronteggiato la grande confusione seguita al Dimensionamento della Rete Scolastica Sarda, in cui, oltre ai tagli, abbiamo anche constato persino il contrasto tra Regione e Ministero dell’Istruzione per la mancata attuazione dei deliberati della Giunta Regionale. Gli studenti sardi si sono iscritti a scuole e indirizzi che non esistono e saranno costretti all’ultim’ora a modificare le loro scelte: è davvero forte il rischio, per i Dirigenti, di essere loro considerati i responsabili della situazione, in considerazione del fatto che essi sono l’interlocutore diretto di famiglie e studenti.     Ancor più complessa è la gestione delle operazioni di definizione di classi, cattedre e posti di insegnamento per il prossimo anno scolastico. L’enormità dei tagli disposti dall’Ufficio Scolastico Regionale ha ridotto drasticamente l’offerta formativa, mette a rischio anche la prosecuzione dei corsi di studio per gli studenti, elimina la garanzia del sostegno per gli alunni disabili, rende enormemente più difficile l’insegnamento anche sta mettendo a rischio l’apertura delle scuole. E’ sicuro che la dispersione scolastica aumenterà e che, anche in questo caso, la Dirigenza scolastica sarà al centro di contestazioni e di azioni giudiziarie da parte delle famiglie.

A tutto questo deve essere aggiunta la gravissima violazione dei diritti contrattuali della Dirigenza Scolastica in Sardegna.
L’Ufficio Scolastico Regionale, per gravi deficienze organizzative,

 non ha ricostruito, per anni, la posizione personale di ciascun dirigente scolastico, con le varie modifiche e conseguenti spettanze, non liquidando da vari anni i dovuti emolumenti;

 non ha consentito di percepire, a tutt’oggi dopo circa 6 mesi, gli aumenti contrattuali dovuti in ragione dei contratti regionali, tardivamente firmati per colpa dell’Amministrazione, lo scorso anno.

Ancor più grave è la scelta fatta dall’Ufficio Scolastico Regionale di disdettare unilateralmente il Contratto Regionale del 2007 con la conseguente riduzione degli stipendi dei Dirigenti Scolastici.
Scelta aggravata dal fatto che il Direttore Generale non ha voluto dare attuazione all’Intesa Nazionale del mese di marzo 2010 che intendeva sanare l’inaccettabile situazione del trattamento differenziato dei
Dirigenti Scolastici della Sardegna rispetto a quelli della Penisola.

Queste le RAGIONI a fondamento della decisa e articolata iniziativa della FLC-CGIL, CISL Scuola, SNALS Confsal e UIL Scuola, della Sardegna, in prosecuzione anche di quella del giugno scorso, che presenteranno alla pubblica opinione in una CONFERENZA STAMPA Venerdì 20 maggio 2011 presso la
Sede della CGIL di Viale Monastir, 17 – Cagliari.

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martedì 22 giugno 2010

Oggi a Cagliari. Mobilitazione con sit-in davanti all'Assessorato alla P.I.

Prosegue la MOBILITAZIONE della Scuola programmata unitariamente dalle Sigle sindacali:
CISL SCUOLA - UIL SCUOLA - SNALS – GILDA per modificare la Legge Finanziaria sui punti relativi al sistema scolastico:

l. Ritiro blocco progressione di carriera: Scatti di anzianità ;
2. Sblocco della contrattazione nazionale ;
3. Riapertura delle Immissioni in Ruolo: 20.000 nuovi posti nel Biennio.

Nella giornata di oggi MARTEDI 22 GIUGNO, dalle ore 10,00 si è tenuto un SIT-IN davanti alla sede dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione della Sardegna, come momento di mobilitazione della Categoria con l’obbiettivo di contrastare l’ attuale Manovra Finanziaria per arrivare alle necessarie modifiche della Manovra stessa.

Una delegazione è stata ricevuta dall'Assessore.

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Bonanni. I docenti meritano attenzione: cambiare la "manovra", ripristinando gli scatti di anzianità. Pronti a mobilitazione

Sulla scuola "la manovra va cambiata" e devono essere ripristinati gli scatti e le progressioni di anzianità previste dal contratto. Su questo la CISL - dice il Segretario Generale, Raffaele Bonanni - "non farà sconti" e non esclude, se necessario "ulteriori forti iniziative di mobilitazione".

Bonanni afferma in una nota che "oggi in tutte le scuole italiane si sono aperti gli esami di maturità. Migliaia di insegnanti ancora una volta stanno facendo il loro dovere e per questo meritano un segnale di attenzione da parte del Governo e di tutte le istituzioni".

Bonanni - annunciando la sua partecipazione questa settimana ad un incontro con le categorie della scuola che hanno organizzato la manifestazione a Roma dello scorso 15 giugno - sottolinea che "la mobilitazione della scuola per salvare gli scatti e le progressioni di anzianità previste dal contratto è sacrosanta, perché si richiama a un principio di equità che la CISL condivide e sostiene".

"Non faremo sconti a Governo e Parlamento sulla scuola. I lavoratori della scuola non possono pagare due volte e pagare più degli alti dirigenti. E' un problema di equità e di giustizia" afferma ancora il leader della CISL.

"Lo abbiamo detto chiaro alla manifestazione unitaria dello scorso 15 giugno al teatro Quirino, nella quale la CISL ha dato un forte segnale di condivisione ad una vertenza di categoria che va portata avanti senza riserve", prosegue Bonanni.

"Sulla scuola la manovra va cambiata" termina il Segretario Generale della CISL. "Occorre un intervento emendativo che cambi il testo del decreto nel percorso di conversione in legge. E' una richiesta che abbiamo già avanzato al Governo, incontrando attenzione e disponibilità per una positiva soluzione. Seguiremo, quindi, gli sviluppi parlamentari di una vicenda sulla quale non escludiamo, se necessario, ulteriori forti iniziative di mobilitazione".

(notizia ANSA, 22 giugno 2010, ore 12.48)

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giovedì 18 febbraio 2010

Area V. Esito degli incontri al MIUR e all’Aran e proclamazione dello stato di agitazione

Nella giornata di ieri si sono svolti due incontri, entrambi relativi al rinnovo del CCNL. Nel primo le OO.SS. si sono incontrate con la Direzione Generale per la Politica Finanziaria e per il Bilancio. Il direttore generale ha comunicato di non essere ancora in grado di fornire nel dettaglio regione per regione la situazione economica relativa ai fondi. L'unica novità positiva è la disponibilità manifestata dall'amministrazione per la prima volta a verificare la corrispondenza fra le risorse disponibili nei fondi nel 2007 e i costi previsti dai contratti integrativi regionali al momento vigenti e non più rinnovati negli anni successivi. I risultati della verifica saranno disponibili per il prossimo incontro stabilito per il 4 marzo.

Nel secondo incontro in sede Aran dopo un chiarimento sulla parte economica relativa alla definizione delle voci retributive da incrementare con le risorse contrattuali e alle modalità di attribuzione delle stesse risorse ai fondi regionali, è ripresa la trattativa sulla parte normativa del contratto. Il confronto è stato condotto su una bozza di articolato che tiene conto delle innovazioni introdotte dalle recenti disposizioni legislative. Al termine, sono stati calendarizzati altri due incontri per il 23 febbraio e per l'11 marzo 2010.

A conclusione del secondo incontro, le delegazioni di ANP, FLC CGIL, CISL SCUOLA e SNALS, in presenza di una situazione negoziale che non presenta concreti elementi di apertura nei confronti delle richieste unitariamente avanzate, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione della categoria con lo scopo di rivendicare gli obiettivi contenuti nella lettera unitaria dello scorso 23 ottobre 2009 e di sollecitare la controparte a mantener fede agli impegni presi.

Si allega il testo della lettera unitaria inviata al Ministro per la proclamazione dello stato di agitazione.

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lunedì 1 febbraio 2010

Perchè la Scuola e la Formazione Professionale sarde aderiscono alla giornata di mobilitazione del 5 febbraio 2010.

LETTERA APERTA ALLA SOCIETA’ SARDA

PERCHE’ LA SCUOLA E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE SARDA ADERISONO ALLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE DEL 5 FEBBRAIO 2010

La CISL Scuola della Sardegna ritengono non più prorogabile una forte iniziativa per contrastare la crisi del mondo dell’istruzione e della formazione in Sardegna.
Tra le priorità individuate dal sindacato sardo per il comparto della scuola e della formazione, per le quali si chiede l’apertura di confronto immediato con il Governo regionale e con il Governo nazionale si evidenziano:

- il continuo ed insostenibile taglio degli organici del Personale Docente ed ATA e la sempre più esigua disponibilità dei posti di sostegno, con la conseguente impossibilità di garantire un servizio scolastico di qualità, anche a causa dell'aumento del numero degli alunni per classe e dell’aumento delle pluriclassi, che stanno rendendo impossibili gli interventi individualizzati nei confronti degli alunni in difficoltà che il potenziamento dell'offerta formativa in regione;

- le prospettive di tensioni sociali legate ai processi di razionalizzazione e dimensionamento della rete scolastica, che oggi portano ad un abbassamento qualitativo del servizio, ma che domani avvieranno alla sua sparizione in molte delle nostre piccole realtà, proseguendo nella spirale della dismissione dei presidi statuali in molti paesi destinati, quindi, ad essere progressivamente abbandonati

- gli effetti dei ridimensionamenti sugli Organici regionali, che oggi ricadono in maniera esclusiva sulla componente più debole: i precari; con la cancellazione di ogni prospettiva di sostentamento per gran parte di quel personale precario di terza fascia delle graduatorie d'Istituto che da quest’anno scolastico ha viste ridotte o completamente azzerate le proprie possibilità di lavoro ( infoltendo le già ricche fila dei disoccupati della Regione);

- la definizione di un vero piano regionale per le immissioni in ruolo, adeguato alle attese e alle necessità del sistema scolastico regionale;

- una attenzione nuova per il personale ATA, sia sul versante delle immissioni in ruolo e sia sulle professionalità , scongiurando il taglio indiscriminato del personale ATA; fatto questo pregiudizievole non solo al buon funzionamento amministrativo delle Istituzioni Scolastiche, isolane ma anche alla stessa possibilità di garantire la realizzazione delle attività didattiche programmate nonché l'apertura e vigilanza delle sedi scolastiche;

- la improcrastinabile definizione di interventi efficaci e coordinati contro la dispersione scolastica; gli ultimi dati ci pongono di fronte a questa situazione:
Dal 22% al 28% l’indice di abbandono scolastico;
39,55% promossi senza debiti formativi;
24,55% bocciato

- la sempre più difficile situazione finanziaria delle scuole che vantano crediti per decine di migliaia di euro verso il Ministero dell'Economia, con la conseguenza di essere ormai al di sotto delle possibilità minime di funzionamento, tanto da arrivare a bloccare le sostituzioni del personale assente o da risultare debitrici degli ultimi stipendi nei confronti di quei supplenti non pagati direttamente dal Tesoro;

- la necessità di corposi interventi a favore dell’edilizia scolastica. La situazione dell'edilizia scolastica nella nostra realtà isolana introduce non solo considerazioni sullo star-bene a scuola, ma anche considerazioni sulla Legalità. Sollevano considerazioni che evidenziano lo scarso rispetto verso la garanzia delle condizioni igienico-sanitarie compatibili con l’attività didattica;

- il rilancio della Formazione Professionale, con l’avvio dei piani formativi, definendo le attività corsuali dei diversi livelli (formazione di base, continua, apprendistato, alta formazione, …).

In questo contesto, si ritiene non più rinviabile l’approvazione della Legge Regionale di riforma del Sistema Scolastico e della Formazione, in grado di costruire sinergie tra istruzione, formazione professionale e mondo del lavoro.
L’emergenza istruzione e formazione professionale, in un mercato del lavoro quale quello sardo sempre più povero, deprivato di risorse economiche e di opportunità lavorative, deve diventare scelta prioritaria nell’azione di governo della Giunta regionale.

Per queste motivazioni i Lavoratori del comparto della Scuola e della Formazione sarda saranno presenti in modo forte e partecipato all’iniziativa del 5 febbraio; giornata di mobilitazione generale a difesa delle prospettive lavorative del Comparto ma anche a difesa del primario diritto all’educazione alla formazione del Popolo sardo.


Cagliari, 1 febbraio 2010

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domenica 6 settembre 2009

Mobilitazione della Scuola Sarda. Sit-in davanti al Consiglio Regionale Martedì 8 settembre

LA CISL SCUOLA
in relazione alla grave situazione della scuola sarda rispetto ai sempre più pesanti tagli degli organici;

la sempre più insostenibile situazione dei precari privati del diritto al lavoro;

il sempre crescente aumento del rapporto alunni/classe con la conseguente diminuzione del numero delle sezioni/classi;

l’insostenibile situazione degli Operatori della Formazione Professionale privata ormai da mesi senza salari e senza certe prospettive di futuro lavorativo/professionale

CONSTATATO
il persistente silenzio delle rappresentanze istituzionali regionali

PROCLAMA

Lo stato di mobilitazione regionale della scuola sarda e della formazione professionale

INVITA

Il Personale Scolastico e della Formazione Professionale alla partecipazzione a momenti di lotta che si articoleranno sia a livello Regionale che Provinciale:

Sit-
in a Cagliari davanti alla sede del Consiglio Regionale della Sardegna in Via Roma
Martedì 8 settembre 2009
ore 16

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venerdì 4 settembre 2009

Mobilitazione della Scuola Sarda. Sit-in a Cagliari davanti al Consiglio Regionale Martedì 8 settembre

LA CISL SCUOLA
in relazione alla grave situazione della scuola sarda rispetto ai sempre più pesanti tagli degli organici;

la sempre più insostenibile situazione dei precari privati del diritto al lavoro;

il sempre crescente aumento del rapporto alunni/classe con la conseguente diminuzione del numero delle sezioni/classi;

l’insostenibile situazione degli Operatori della Formazione Professionale privata ormai da mesi senza salari e senza certe prospettive di futuro lavorativo/professionale

CONSTATATO
il persistente silenzio delle rappresentanze istituzionali regionali

PROCLAMA

Lo stato di mobilitazione regionale della scuola sarda e della formazione professionale

INVITA

Il Personale Scolastico e della Formazione Professionale alla partecipazzione a momenti di lotta che si articoleranno sia a livello Regionale che Provinciale:

Sit-
in a Cagliari davanti alla sede del Consiglio Regionale della Sardegna in Via Roma
Martedì 8 settembre 2009
ore 16

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giovedì 5 marzo 2009

Il tempo scade, vogliamo risposte.

Sugli organici vogliamo subito risposte concrete, in mancanza delle quali sarà inevitabile riprendere e intensificare le iniziative di mobilitazione della categoria. Abbiamo detto chiaramente, al Ministro e al Governo, che non riteniamo sostenibile il taglio di posti previsto dalla legge 133/08: un taglio che sconvolge il funzionamento delle nostre scuole e che priva del lavoro migliaia e migliaia di persone.

Sappiamo bene che i vincoli di legge non possono essere ignorati, ma non possono nemmeno diventare il capestro che toglie senso e prospettive al confronto fra le parti.

Noi chiediamo che gli obiettivi di risparmio siano rimodulati, sia per gli impegni assunti in tal senso dal Governo, ma ancor più per le concrete esigenze derivanti dalla scelta di tempi e modelli espressa dalle famiglie all'atto delle iscrizioni.

Il rinvio di un anno dei nuovi ordinamenti del secondo ciclo non può essere utilizzato per scaricare sul primo ciclo oneri ulteriori rispetto a quelli che, già adesso, non può comunque sopportare.

La CISL Scuola chiede l'immediata riapertura del confronto sugli organici, ponendo da subito precise condizioni:

* l'entità degli interventi sugli organici previsti per il prossimo anno scolastico deve essere ridotta, sia per i docenti che per il personale ATA;
* va assicurata alle scuole piena autonomia nella scelta dei modelli organizzativi e didattici e nella gestione delle risorse di organico assegnate;
* va avviata la procedura per assumere a tempo indeterminato il personale docente e ATA sulle disponibilità che risultano dai dati che la stessa Amministrazione ha fornito sui pensionamenti e sui posti vacanti;
* si devono assicurare le necessarie misure di sostegno per il personale precario che rischia di non trovare occupazione nel prossimo anno scolastico.

Su tutto questo chiediamo garanzie e risposte immediate: diversamente, non ci rimarrà che avviare formalmente le procedure della mobilitazione.

Roma, 5 marzo 2009

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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lunedì 15 dicembre 2008

Scuola, si ricambia:importante risultato della mobilitazione.

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Il testo dell'accordo di Palazzo Chigi [pag. 1] [pag.2]

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domenica 16 novembre 2008

Sulla scuola il Governo non dà risposte: la mobilitazione continua.

La disponibilità a confrontarsi la deve dare il Governo, non il sindacato.

E’ il Governo che fino ad oggi si è mosso con atteggiamenti di totale chiusura al dialogo, intervenendo sulla scuola a colpi di decreto e voti di fiducia. Solo per l’Università si è colto qualche segnale di maggior cautela: per la scuola, ancora nulla si è mosso. Restano quindi ancora pienamente confermate le ragioni della nostra mobilitazione.

La richiesta di un tavolo di confronto l’abbiamo avanzata con lo sciopero generale del 30 ottobre, cui ha partecipato l’intera scuola italiana con percentuali di adesione mai viste.

A quel tavolo vogliamo discutere su come cambiare profondamente una manovra ingiusta, inaccettabile, insostenibile. Vogliamo più risorse per il contratto, per un giusto riconoscimento del lavoro nella scuola.

Le risposte devono venire in tempi brevi, diversamente saremo costretti ad altre e più incisive azioni di lotta.

Francesco Scrima, segretario generale CISL Scuola

Roma, 16 novembre 2008.

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giovedì 6 novembre 2008

Un "tavolo" per cambiare gli interventi sulla scuola

La straordinaria mobilitazione promossa dai sindacati scuola sta già producendo i suoi effetti. Il Governo è costretto a rivedere l'atteggiamento, fin qui mantenuto, di arrogante chiusura al dialogo: da qui la scelta di non procedere per decreti sull'Università, da qui il clima più disteso nei rapporti con le Regioni, con la decisione di accantonare l'ipotesi di un loro commissariamento per gli interventi sulla rete scolastica, dei quali, peraltro, si profila opportunamente un rinvio.

Siamo tuttavia ancora molto lontani da quanto chiesto con lo sciopero e la manifestazione del 30 ottobre: le misure sulla scuola contenute nella manovra economico-finanziaria e quelle sul "maestro unico", sulle quali resta il nostro più fermo dissenso, devono essere profondamente riviste, perché inaccettabili e insostenibili.

Se si confermano i tagli agli organici, la stessa decisione di rinviare l'intervento sui plessi scolastici, in sé positiva, rischia di alimentare altrove il sovraffollamento delle classi.

La politica scolastica non può essere dettata solo dalle esigenze e dalle scelte del ministro dell'Economia: per questo ribadiamo al Governo la richiesta, contenuta nella piattaforma dello sciopero, di aprire col sindacato un tavolo di confronto, ma di confronto vero.

A quel tavolo, infatti, non ci si potrà limitare a discutere le modalità di attuazione delle norme già approvate: si dovranno invece rivedere complessivamente obiettivi, tempi e procedure della manovra, altrimenti destinata a stravolgere pesantemente il sistema di istruzione pubblica statale.

Nel frattempo manteniamo lo stato di mobilitazione della categoria, pronti a riprendere e intensificare le azioni di lotta se non avremo quelle risposte tempestive, chiare e credibili attese non solo dagli operatori della scuola, ma anche dalle famiglie.

Roma, 6 novembre 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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lunedì 27 ottobre 2008

L'Unione Sarda. Riforma Gelmini: Aule occupate.

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"Famiglia cristiana" contro "decreto Gelmini": solo "tagli" (notizia Apcom). «Prima si decide e poi, travolti da proteste, farsa di dialogo».

«Studenti e professori hanno seri motivi per protestare», secondo "Famiglia cristiana". «E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che "colpiscono il cuore pulsante di una nazione", come dice il filosofo Dario Antiseri. Nel mirino c'è una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura è roboante: "Riforma della scuola"; più prosaicamente "contenimento della spesa", a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti».

«Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo», scrive - in un editoriale del prossimo numero in edicola - il settimanale dei Paolini.

«Il bene della scuola (ma anche del Paese)» - prosegue il corsivo - «richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini. Per senso di responsabilità; l'ostinazione, infatti, è segno di debolezza. Né si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia».

«Un Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola?», si domanda "Famiglia cristiana".

«Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti. Quando una Finanziaria s'approva in nove minuti e mezzo; quando, furtivamente, si infilano emendamenti rilevanti tra le pieghe di decreti-legge, il Parlamento si squalifica. Ci siamo appena distratti, che già un'altra norma "razziale" impone ai medici di denunciare alla polizia gli immigrati clandestini che bussano al pronto soccorso».

[Apcom: Roma, 27 ottobre 2008, ore 16:16]

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Gelmini arrogante, sciopero merita rispetto. Francesco Scrima commenta così le ultime dichiarazioni del ministro.

Negare la dignità dell'altro è il modo più arrogante per rifiutare l'ascolto e il dialogo. Non c'è eleganza e non c'è rispetto nell'affermazione del ministro Gelmini che, nella sua guerra contro la scuola, cerca di svuotare preventivamente il significato dello sciopero del 30 ottobre dicendo che è un rito.

A un ministro che non sa che cosa costa ad un lavoratore rinunciare ad un giorno di stipendio, non possiamo chiedere di capire che cosa sta facendo della scuola pubblica, della scuola della Costituzione, della scuola del diritto allo studio a prescindere dalle condizioni e dal luogo di nascita.

A un Governo che lasciasse passare queste affermazioni senza batter ciglio diciamo: non è alzando lo scontro che si può migliorare la scuola e il Paese.

La democrazia pagata in proprio non è un rito, è voce di una società e di un mondo del lavoro che meritano rispetto.

Roma, 27 ottobre 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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giovedì 23 ottobre 2008

Oggi su L'UNIONE. "La pioggia non ferma la protesta della scuola"

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mercoledì 15 ottobre 2008

Dirigenti Scolastici: grande partecipazione alle manifestazioni a Roma su equiparazione retributiva e CCNL.

I Dirigenti Scolastici - partecipando massicciamente alle manifestazioni organizzate da Flc CGIL, CISL Scuola e SNALS Confsal davanti al Ministero dell'Economia e davanti al Ministero della Pubblica Amministrazione nella giornata di oggi a Roma - hanno testimoniato con forza la volontà di ottenere l'equiparazione retributiva alle altre Dirigenze di Stato e l'avvio delle trattative contrattuali del 2006/2009.

Gli incontri, tenutisi in concomitanza con lo svolgimento delle manifestazioni, presso il Ministero dell'Economia e presso il Ministero della Funzione pubblica, hanno fatto emergere la natura squisitamente politica del problema dell'equiparazione retributiva che attende risoluzione da otto anni.

La questione è la volontà o meno di rispettare gli impegni assunti con l'ordine del giorno del 29 luglio 2008 dal Governo alla Camera dei Deputati: ed è su questo che la decisione deve essere presa dal Governo nei prossimi giorni.

E' emersa, inoltre, la disponibilità delle controparti ad accelerare i tempi per l'emanazione dell'"Atto di Indirizzo" per il Contratto dell'Area V della Dirigenza Scolastica 2006/2009 scaduto da ben 33 mesi.

Sull'una e sull'altra questione proseguirà l'iniziativa politica nei prossimi giorni e nelle prossime settimane da parte di Flc CGIL, CISL Scuola e SNALS Confsal per dare seguito al forte impegno dei Dirigenti Scolastici dimostrato con la straordinaria partecipazione alle manifestazioni odierne e che si rinnoverà con l'adesione allo sciopero generale della scuola del 30 ottobre 2008 contro i tagli e per gli investimenti, per una scuola di tutti e per una scuola di qualità.

Roma, 15 ottobre 2008

Coordinamenti Nazionali Dirigenti Scolastici di Flc CGIL, CISL Scuola e SNALS Confsal

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