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CISL SCUOLA ORISTANO

Segretaria Generale: ELENA AROFFU ***Segretari: BERNARDO CASU, BARBARA RASPA. -SEDE: 09170 ORISTANO P.za Roma Gall. Porcella 4 -tel. 0783.70674 /71003 Fax 71907 e-mail: CislScuola.Oristano@cisl.it - Orari di apertura: vedi link "CONTATTACI" in questa pagina* Per iscriverti:RSU CISL della SCUOLA o Sede Provinciale * Alle Elezioni ENAM hanno votato CISL SCUOLA: 3 insegnanti su 4, il 75,5%. - Webmaster: PINO CIULU

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mercoledì 28 ottobre 2009

Regione Sardegna. Interventi per l'autonomia organizzativa e didattica delle scuole. Assegnati i finanziamenti agli Istituti.

E' stato pubblicato oggi dall'Assessore della Pubblica istruzione il decreto che assegna le risorse alle scuole pubbliche primarie e secondarie di primo e secondo grado della Sardegna per gli interventi a sostegno dell'autonomia organizzativa e didattica e contro la dispersione scolastica.

Consulta i documenti ai seguenti links:

La notizia

Decreto dell'Assessore della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport del 26 ottobre 2009 n.48/1666/GAB

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domenica 23 agosto 2009

Accordo Gelmini-Baire per i precari. Una riflessione di Gabriele Uras.

L’accordo stipulato negli ultimi giorni del mese di luglio 2009 tra il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e l’Assessore alla Cultura e all’Istruzione della Regione sarda Lucia Baire prevede che la Regione finanzi per l’anno scolastico 2009/10 l’assunzione di quegl’insegnanti che, dopo avere avuto un incarico di supplenza annuale nell’a.s. 2008/09, non avranno la possibilità di stipulare lo stesso contratto per il prossimo anno. L’impegno finanziario della Regione sarà di 20.000 Euro. In pratica, la Regione coprirà la parte economica dell’accordo, mentre lo Stato, oltre a garantire la validità giuridica degl’incarichi, da cui dipende il diritto al punteggio utile per la progressione nelle graduatorie degli aspiranti all’ingresso in ruolo, assicurerà l’efficace impiego degl’insegnanti.

Non sfugge a nessuno che l’operazione ha un prevalente carattere occupazionale, anche se gli scopi dichiarati dai contraenti sono altri, in primo luogo la lotta alla dispersione scolastica, ipotesi chiaramente irrealistica e fuori misura per un intervento che copre un arco temporale di un solo anno scolastico. E allora accontentiamoci, una volta tanto, insieme ai sindacati, degli aspetti occupazionali, che significano diverse centinaia di posti di lavoro. Per quanto riguarda il resto, restiamo in attesa di tempi migliori e soprattutto più distesi e pluriennali, i soli adatti ad una seria progettazione educativa che possa avere qualche possibilità di incidere sul fenomeno della dispersione e di incrementare l’efficacia formativa della nostra scuola.

Qualcuno ha rilevato che gli oneri più gravosi siano quelli assunti dalla Regione, e che 20 milioni di Euro sono una bella cifra, in questo periodo di vacche magre. Ma ad uno sguardo più attento, non può sfuggire che gl’impegni assunti dal Ministro quantunque molto vaghi e suscettibili di svariate interpretazioni, che non mancheranno di creare qualche difficoltà al momento della realizzazione pratica dell’accordo, sono piuttosto ardui. Proviamo a vedere da vicino i termini dell’accordo, anche se le informazioni disponibili sono poche, in pratica niente di più di quelle, molto sintetiche, contenute nel comunicato stampa con cui l’assessore ha dato il lieto annuncio.

Il primo dato di cui tenere conto è che l’accordo mette a disposizione delle scuole sarde un organico aggiuntivo di alcune centinaia di posti rispetto all’organico di fatto autonomamente configurato secondo le norme vigenti, una sorta di organico funzionale o di ruolo soprannumerario vecchia maniera, ma con una destinazione abbastanza precisa e vincolata, la lotta alla dispersione, purtroppo intaccata da un fuggevole riferimento alle supplenze, che da marginale potrebbe divenire prevalente, a conferma del famoso detto secondo cui il diavolo si annida nei dettagli.

L’impegno riguardante il valore giuridico dei contratti è, in fondo, la cosa più semplice, né comporterà particolari problemi la realizzazione della partita di giro attraverso la quale i fondi regionali garantiranno le retribuzioni mensili e gli oneri riflessi a favore degli insegnanti nominati dallo Stato, di fatto statali a tutti gli effetti. Il lavoro più difficile è un altro e chiama in causa la capacità dell’amministrazione di effettuare una distribuzione oculata nel territorio delle risorse rese disponibili dall’accordo: quale sarà la sede della nuova assegnazione? Sia che resti invariata rispetto all’anno scolastico passato sia che essa cambi, il problema sarà quello di far coincidere l’offerta con la domanda e coi bisogni. Dovrebbero servire a questo fine i progetti specificamente elaborati dalle scuole, che di tali bisogni rappresenteranno l’interpretazione autentica.

Ma chi preparerà questi progetti? Dovrebbero farlo i docenti precari destinatari del nuovo contratto. Il loro lavoro sarebbe facilitato nel caso in cui si realizzasse la prima delle due ipotesi appena considerate, quella, cioè, della conferma nella sede di servizio dell’anno precedente. Sarebbe invece più difficile e complicato se la nuova sede fosse diversa, giacché i progetti non si acquistano già belli e pronti al supermercato della didattica. ma devono fare riferimento ad una precisa e bene individuata situazione operativa, ai bisogni che s’intendono soddisfare, alle caratteristiche del contesto socioculturale ed economico, al tono dei rapporti tra la scuola e le famiglie degli allievi, al clima interno della scuola, all’orientamento del corpo docente, e così via dicendo Pare evidente che la loro qualità dipenderà dalla qualità complessiva dell’offerta formativa che la singola istituzione scolastica avrà già elaborato o sarà in grado di elaborare, e che i nuovi progetti dovranno necessariamente collocarsi lungo una linea di continuità con essa. In ogni caso, bisognerà mettere in conto qualche non piccolo ritardo rispetto alla data d’inizio del prossimo anno scolastico. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: la progettazione, oltre ad essere una delle condizioni di efficacia dell’azione didattica, costituisce altresì un impegno professionale e formativo di primaria importanza.

E’ certo che i modi di utilizzazione delle nuove risorse non sempre corrisponderanno a progetti appositamente predisposti. Infatti, nell’accordo si parla anche di utilizzazione nella sostituzione dei colleghi assenti. Le inevitabili interferenze coi normali meccanismi che regolano l’attribuzione delle supplenze si aggiungeranno agli altri problemi di natura amministrativa e organizzativa cui dovrà fare fronte l’amministrazione scolastica. Un rischio da evitare è che l’impiego nelle supplenze diventi prioritario, e che le autonomie scolastiche utilizzino i docenti assunti a spese della Regione per ridurre le spese dello Stato per la sostituzione dei colleghi assenti.

Ma anche l’utilizzazione nella lotta contro la dispersione presenta aspetti problematici sui quali occorrerà riflettere attentamente. Mentre l’impiego nelle supplenze non richiede progettazioni di sorta, dipendendo piuttosto dallo stato di salute dei docenti titolari, quello nella lotta contro la dispersione richiede la predisposizione di progetti, il cui requisito fondamentale non potrà che essere quello della congruità dei mezzi rispetto al fine. Un progetto è valido se le azioni che esso prevede sono capaci di ottenere i risultati prefigurati e voluti. Il guaio è che ciò deve essere stabilito a priori, per conto della Regione che fornisce le risorse, da parte dell’amministrazione scolastica per mezzo delle sue componenti tecniche.

Ecco allora che gli obblighi dello Stato non sono poi tanto leggeri. Ma occorrerà precisarli in un apposito protocollo d’intesa che possa essere qualcosa di più delle solite dichiarazioni d’intenti di cui ci si dimentica subito dopo averle sottoscritte.

La realizzazione piena e seria dell’accordo richiederà un attento lavoro di preparazione e coordinamento, ed un puntuale monitoraggio, da affidare a soggetti competenti e autorevoli, capaci di operare in sinergia, senza deleghe in bianco da parte di uno dei due contraenti a favore dell’altro. L’Assessorato regionale farebbe bene ad attrezzarsi per impedire che ciò accada.

Gabriele Uras
Dirigente Tecnico MIUR in quiescenza
già presidente IRRE Sardegna

(Ospitato sulla Newsletter dei "Riformatori Sardi")

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domenica 3 maggio 2009

Dispersione scolastica. Emergenza per 200 mila.

Scrima:" Avanti con la vertenza sugli organici e le risorse.
E siamo pronti a denunziare le incompletezze dell'Anagrafe per l'edilizia scolastica".
(leggi l'articolo)

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sabato 5 luglio 2008

Scuola e Formazione Professionale: in Sardegna si doveva fare di più.

(Dies - Agenzia giornalistica della Cisl Sarda 246/2008)

Cagliari – Scuola e formazione in Sardegna: secondo la Cisl sarda si poteva e si doveva fare di più. Alla fine della programmazione-attuazione dei fondi strutturali 2000-2007, all’inizio di quella 2007-2013, quando mancano appena due anni al traguardo di Lisbona 2010, i risultati, a giudizio del sindacato, sono deludenti. Così sentenziano i numeri.

Gli oltre 701 milioni di euro del Fse avrebbero dovuto produrre effetti più sostanziosi, anche se non tutti sono stati ancora spesi e il rischio di disimpegno delle risorse è per molti progetti sempre dietro l’angolo. A fronte dell’investimento di oltre 33 milioni di euro, i risultati della dispersione scolastica rimangono drammatici: era del 32,40% nel 2001, nel 2006 è ferma al 28,3%, tre punti sopra quella del Mezzogiorno, 8 più della media italiana.

«Nelle politiche sul riordino dell'offerta sperimentale di istruzione – formazione, in Sardegna – spiega il segretario generale Cisl, Mario Medde - a pagare è stato il beneficiario finale (il giovane) espulso preventivamente dal sistema formativo e impossibilitato a rientrare nel circuito scolastico; sta di fatto che nel periodo di riferimento, la situazione della fuga dalla scuola in Sardegna è cresciuta, a fronte dell’impossibilità della Formazione Professionale di recuperarne gli effetti negativi, a tutto vantaggio del tasso di dispersione, che si presenta su valori elevati».

Gli indicatori sui livelli di istruzione evidenziano che la Sardegna occupa una posizione di retroguardia all’interno dell’Italia, e ancor di più nei confronti dell’Europa e dei paesi Ocse. Tra questi ultimi il 66% della popolazione di 25-64 anni possiede almeno un diploma di scuola secondaria superiore contro il 44% dell’Italia (anno 2003, Education at a glance 2005, Ocse) e circa il 38% della Sardegna.

I giovani che abbandonano prematuramente gli studi rappresentano per la Sardegna un record assoluto in Italia. Il dato relativo alla popolazione di 18-24 anni, con titolo di studio inferiore al diploma di scuola secondaria superiore, che non partecipa ad ulteriore istruzione o formazione, infatti, è pari al 32,6% in Sardegna contro il 22,1% dell’Italia e il 15,2% dell’UE25.

Tali dati evidenziano quindi che la Sardegna si ritrova nel 2005 con una percentuale di abbandono scolastico doppia rispetto alla media UE, e addirittura tripla rispetto a quella stabilita come obiettivo negli accordi di Lisbona.

La formazione professionale regionale ha svolto, anche se solo in parte, le finalità sue proprie di strumento di politica attiva del lavoro, consentendo comunque a una grossa parte dell’utenza di vedere riconosciute le aspirazioni individuali di miglioramento delle conoscenze e delle competenze.

L’incontro fra domanda e offerta nel mercato del lavoro è avvenuto in modo parziale: il 54,5% della corsualità finanziata dalla Regione non ha trovato corrispondenze nell’analisi di riferimento sui fabbisogni formativi espressi dalle aziende regionali (ricerche sui fabbisogni formativi finanziate dalla stessa misura 3.5 del POR 2000-2006). Le cause risiedono nella perdurante mancanza di un sistema istituzionale di raffronto dei dati di domanda/offerta e nella mancanza di un sistema riconosciuto, almeno a livello nazionale, di certificazione degli standard formativi e delle competenze acquisite. Assente, peraltro, risulta anche il coinvolgimento degli enti bilaterali che operano in Sardegna, che presentano un’elevata specializzazione nella formazione continua e che sono articolati per comparti produttivi.

Appare chiaro come le forti carenze di questo sistema abbiano influenzato i dati negativi in ordine al raggiungimento degli obiettivi, anche in presenza di considerevoli impieghi di finanziamento.

Il sindacato in un primo bilancio fatto dalla segreteria regionale Cisl parla di «scommesse perdute e di risultati deludenti». «Rientrano in queste categoria – secondo il segretario generale Cisl, Mario Medde - la formazione per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, l’istruzione e la formazione permanente, la promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro, le esigenze di riforma del sistema di Istruzione e Formazione; le istanze di innovazione dei processi; la necessità di rivalutare le Risorse Umane del sistema, l’esigenza di innovare il sistema dell’accreditamento e della gestione dei bandi e della valutazione dei progetti.

Molto si sperava in una riforma organica del sistema istruzione-formazione fermo a 30 anni fa, ma i tempi della politica sono stati davvero biblici e il disegno di legge regionale è fermo da più di un anno nei cassetti della commissione consiliare. Il sistema della Formazione professionale – basato sul doppio filone regionale diretto e regionale indiretto e convenzionato – con l’andare degli anni, per le politiche perseguite, ha visto una forte crescita quantitativa della convenzionata e l’indebolimento dell’attività dei centri regionali.

«La crisi della formazione professionale non si è manifestata – ha detto Medde - solo sul versante degli aspetti gestionali, ma anche e soprattutto sull’efficacia dell’offerta formativa, in uno scenario caratterizzato da una debolezza strutturale del mercato del lavoro, sul versante soprattutto della domanda, e della stessa programmazione istituzionale; inesistente questa sul piano locale e accentrata a livello regionale».

La Cisl è molto critica sul modo in cui la Regione ha affrontato il nodo formazione professionale. «In circa quattro anni la risposta della Regione, rispetto ad una reale esigenza di riforma si è manifestata – ha detto Medde - solo nella destrutturazione del sistema, travolgendo anche gli aspetti positivi e nicchie rilevanti di offerta formativa e professionalità adeguate». Risultato? Il «dimagrimento» forzato del settore, che ai lavoratori è costato quattro anni molto duri di crisi. Il sindacato è riuscito a evitare un prezzo ancora più alto strappando alcuni ammortizzatori e paracadute alla Regione «finora dimostratasi insensibile». «Dopo l’esodo incentivato e la cassa integrazione, si è ora ottenuta una lista speciale ad esaurimento con la Regione che si sostituisce come datore di lavoro alle agenzie formative», precisa Medde.

«Riteniamo in proposito – ha aggiunto il segretario generale - che le politiche del lavoro vadano rilanciate senza sottrarle alle misure di protezione delle fasce deboli, di cui anzi debbono costituire sostegno per il miglioramento delle capacità e delle competenze; debbano rafforzare il legame virtuoso che le lega alle politiche formative, creando i presupposti perché un sistema integrato di Istruzione e di formazione contribuisca alla crescita delle risorse umane, del loro bagaglio di competenze, in maniera che queste siano funzionali al modello di sviluppo, alle esigenze di crescita del sistema impresa e alla valorizzazione del lavoratore all’interno del mondo del lavoro; debbano contribuire, con la formazione, non solo ad aumentare gli spazi di occupabilità di chi non ha lavoro, ma anche le opportunità di crescita professionale per chi il lavoro lo ha già e per chi corre il rischio di perderlo».

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mercoledì 26 marzo 2008

IL PIANTO DEL COCCODRILLO......

Scivevamo in queste pagine il 6 marzo u.s. ed ancora l'11 marzo, a proposito dei feroci tagli in via di effettuazione sulla scuola, compresa quella sarda ed oristanese:

"Ora si continui pure a dissertare di qualità della scuola che resta tutta e solo a carico del Personale il quale ne dovrebbe rispondere e la dovrebbe realizzare nonostante debba operare in condizioni di lavoro sempre più insostenibili e nonostante ciò gli venga impedito perché gli strumenti primari vengono sistematicamente tolti alla scuola stessa ed agli Operatori".
"Si continui pure a dissertare, magari in dotti convegni, di dispersione scolastica e delle sue cause...."


Detto fatto.
Come volevasi dimostrare.

Lo stesso giorno 11 marzo al Ministero è stato costituito il Gruppo di Lavoro Interdirezionale per la Dispersione scolastica (G.L.I.D) finalizzato al coordinamento delle politiche e delle azioni in materia di dispersione scolastica, decreto pubblicato solo ieri dal Ministero e che trovi nella notizia qui sotto.

Dopo che la scuola è andata avanti a colpi di salassi da 10.000 posti soppressi l'anno, ora la si vorrebbe rianimare affidando ai soloni di turno l'arduo compito...

Eh sì!

Perchè, come recita il decreto, l'Amministrazione è pienamente conscia

"che il fenomeno della dispersione scolastica viene da più parti indicato come uno dei nodi problematici che la società odierna deve affrontare e superare per favorire la crescita culturale e l’integrazione sociale di tutti i cittadini;"

E ancora:

"che uno dei 5 obiettivi della strategia di Lisbona consiste nella riduzione, entro il 2010, al 10% del tasso di giovani che abbandonano prematuramente gli studi;".

Auguri ai 13 soloni del G.L.I.D. ma soprattutto alla scuola e agli alunni!

Basterà, a rinfrancare questi ultimi due soggetti, la conclusione del decreto:
"Nessun compenso o gettone di presenza è dovuto ai componenti del Gruppo di Lavoro Interdirezionale." ?????????
Pino Cìulu

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Dispersione scolastica. E’ stato costituito al Ministero il Gruppo di Lavoro Interdirezionale per la Dispersione scolastica (G.L.I.D)

Dispersione scolastica
E’ stato costituito con decreto dipartimentale il Gruppo di Lavoro Interdirezionale per la Dispersione scolastica (G.L.I.D) finalizzato al coordinamento delle politiche e delle azioni in materia di dispersione scolastica.

Decreto n. 19
Ministero della Pubblica Istruzione
Dipartimento per l’Istruzione

Roma, 11 marzo 2008
IL CAPO DIPARTIMENTO

Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, con la quale si apportano modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione;

Vista la legge 15 marzo 1997, n° 59 e, in particolare l’art. 21;

Vista la legge 28 marzo 2003, n.53 “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale” e successivi decreti;

Vista la legge 27/12/2006 n. 296, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2007) e, in particolare, l’art. 1, commi 605 e 622;

Visto il decreto Ministeriale 22 agosto 2007 n. 139 relativo al Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione e le “Linee Guida sull’obbligo scolastico” del 27/12/2007;

Vista la Direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione n. 81 del 5/10/2007, “Individuazione degli interventi prioritari e criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi stessi”, ai sensi dell’art. 2 della Legge 18 dicembre 1997 n. 440;

Tenuto conto degli obiettivi degli obiettivi prioritari in materia di istruzione e formazione;

Viste le linee di programmazione dei Fondi Strutturali , 2007-2013;

Considerato che il fenomeno della dispersione scolastica viene da più parti indicato come uno dei nodi problematici che la società odierna deve affrontare e superare per favorire la crescita culturale e l’integrazione sociale di tutti i cittadini;

Considerato che uno dei 5 obiettivi della strategia di Lisbona consiste nella riduzione, entro il 2010, al 10% del tasso di giovani che abbandonano prematuramente gli studi;

Ritenuto che l’elevamento dell’obbligo scolastico e normativo necessita di azioni sinergiche a livello nazionale e ai singoli livelli operativi;

Considerata la necessità di superare le logiche frammentarie e aggiuntive e di porre in essere un “sistema integrato” di coordinamento a livello nazionale tra le Direzioni Generali competenti in materia, al fine di realizzare una strategia di formazione che integri le diversità in una visione unitaria e integrata degli interventi a beneficio dello studente e della sua crescita personale e sociale;

Vista la nota prot. n. 2877/A0 del 7/6/ 2007 della D.G. per lo Studente al Capo Dipartimento relativa alla creazione di un Gruppo di Lavoro Interdirezionale per la prevenzione e il contrasto della Dispersione Scolastica (G.L.I.D.);

Vista la nota prot. n. 997/U05 del 26/6/2007 con cui il Capo Dipartimento per l’Istruzione affida alla D.G. per lo Studente il raccordo programmatico ed operativo dei piani d’intervento per la dispersione scolastica e la costituzione di un Gruppo di Lavoro Interdirezionale per definire e coordinare piani d’azione finalizzati alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della dispersione e dell’abbandono scolastico;


DECRETA
Art. 1

E’ istituito presso la Direzione Generale per lo Studente, l’integrazione, la partecipazione, la comunicazione il Gruppo di Lavoro Interdirezionale per la Dispersione Scolastica (G.L.I.D.) con compiti di indirizzo, coordinamento, monitoraggio e valutazione degli interventi relativi alla dispersione scolastica;

Art. 2

Il Gruppo di Lavoro Interdirezionale (G.L.I.D.), pur nel rispetto delle competenze istituzionali di ciascun Ufficio rappresentato, curerà, in particolare, la realizzazione delle seguenti azioni:
Ricostituzione dell’Osservatorio Nazionale per la dispersione scolastica finalizzato a definire una strategia organica e unitaria per la prevenzione e il contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo;
Monitoraggio delle azioni in atto attraverso specifiche azioni di conoscenza, lettura e verifica dei risultati delle stesse;
Formazione mirata e specifica del personale docente sulle caratteristiche di una metodologia didattica efficace e attraente, finalizzata a mettere a punto una strategia efficace e ordinaria di formazione attraverso un’azione di ricerca/intervento, che coinvolga docenti e studenti;
Sperimentazione di un modello di anagrafe che tenga conto di quanti, pur essendo nella fascia dell’obbligo, sono fuori da ogni circuito di formazione.

Art. 3

I componenti del Gruppo di Lavoro Interdirezionale (G.L.I.D.), di cui all’art. 1, sono i seguenti:

per il Dipartimento dell’Istruzione: dr.ssa Aura De Paulis
prof.ssa Leandra Negro
per la Direzione Generale Affari Internazionali: prof.ssa Piera Guglielmi
per la Direzione Generale per l’istruzione e la formazione tecnica superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle regioni: dr. Marcello Feola
dr. Giovanni Desco
per la Direzione Generale per gli Ordinamenti del sistema nazionale: dr. Sergio Govi
per la Direzione Generale per il Personale scolastico: D.T. Angiolina Ponziano
per la Direzione Generale per gli Studi e la Programmazione e per i Sistemi Informativi: dr.ssa Gemma De Sanctis
dr.ssa Gianna Barbieri
per la Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione dr. Antonio Cutolo
D.S Speranzina Ferraro
per l’Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI): prof.ssa Lina Grossi.

Art.4

Le funzioni di coordinamento del Gruppo sono svolte da Speranzina Ferraro. L’Ufficio 2° della Direzione Generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione, la comunicazione assicura le funzioni di segreteria tecnica e organizzativa del gruppo.

Art.5

Il Gruppo potrà essere integrato, all’occorrenza, da altre figure di esperti, individuati in base alle specifiche competenze in coerenza con i temi da trattare e/o le azioni da programmare.

Art. 6

Nessun compenso o gettone di presenza è dovuto ai componenti del Gruppo di Lavoro Interdirezionale.
Il rimborso delle eventuali spese di viaggio e di soggiorno, ove spettante, è a carico dell’apposito capitolo di bilancio di questo Ministero – Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente.
Gli eventuali esperti, estranei all’Amministrazione, sono equiparati alla qualifica di dirigente di prima fascia ai fini del trattamento economico di missione.

Il Capo Dipartimento per l’Istruzione
Giuseppe Cosentino

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lunedì 24 marzo 2008

L'Insuccesso Scolastico. Non è la scuola degli innocenti. Responsabili anche gli alunni.

Intervento del Dott. Gabriele Uras su l'Unione Sarda di Sabato 22.3.2008

I nostri studenti dedicano poco impegno allo studio, sono distratti e demotivati. Starebbe qui, a detta degli esperti e degli opinionisti della carta stampata e della radio televisione una delle ragioni del grande numero di insufficienze rilevate dal Ministero della P. I. alle fine del primo quadrimestre nelle scuole secondarie. Ma forse le cause del fenomeno sono più complesse.

L’insuccesso scolastico chiama in causa, come possibili fattori variamente combinati, non solo l’allievo, la famiglia e il contesto sociale e culturale di appartenenza, ma anche la scuola ed in essa i docenti. I casi più gravi si hanno quando questi fattori operano in sinergia, una perversa sinergia, l’uno rinforzando l’altro e attenuando la percezione delle responsabilità da parte dei diversi attori in campo.

Volta a volta o tutti insieme, nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità, meno di tutti la scuola. Costei, anche quando ritenesse di avere assolto pienamente il proprio compito nella cura della didattica, non può fermarsi alla mera constatazione dell’insuccesso e delle altrui manchevolezze. Compete ad essa un ulteriore impegno di natura tecnica e professionale consistente nell’analizzare le cause della mancata riuscita, tenere conto delle forze che sono al di là delle possibilità d’intervento del docente, adeguare e modificare la cifra metodologica del suo lavoro per aprirlo anche in direzione sociale.

La modulazione del rapporto coi genitori degli allievi, molto difficile e delicato, rientra tra i doveri del docente, non solamente al livello della scuola dell’infanzia e primaria, dove è da sempre convintamene praticata, ma anche al livello delle scuole secondarie, nelle quali è un’acquisizione più recente, forse non ancora del tutto condivisa e pienamente praticata.

Operando in collaborazione con la famiglia è possibile non solo controllare e ridurre le influenze negative del contesto di vita, ma anche contribuire a tenere alto il prestigio dell’istituzione scolastica ed a rinforzarne l’azione.

Ma a questo punto è necessario qualche ulteriore approfondimento per precisare che, se nessuno tra i soggetti, individuali o collettivi, scolastici o extrascolastici, protagonisti intenzionali o no dell’azione formativa può essere dichiarato “innocente”, tale qualifica non spetta nemmeno all’allievo. O meglio: possiamo considerare innocente il bambino della scuola dell’infanzia ed anche, ma già un po’ meno, e per ragioni didattiche ed educative, quello della scuola elementare, e così via secondo gradienti inversamente proporzionali ai livelli crescenti di autonomia dei soggetti. A un certo punto, le consapevolezze dovute alla crescita del soggetto confinano i privilegi dell’innocenza nelle zone marginali (in senso statistico) dei diversamente abili.

In altri termini, viene il momento in cui l’allievo può e deve essere chiamato a rispondere di ciò che fa e di ciò che omette di fare. Nella scuola questo fare significa apprendimento, applicazione, impegno e fatica. Ignorare o passare sotto silenzio le omissioni e le negligenze, i debiti formativi e il loro mancato recupero sarebbe pedagogicamente contraddittorio, perché equivarrebbe a disattendere uno degli obiettivi fondamentali della formazione, il senso di responsabilità.

Ma prima di arrivare a tanto, occorrerà che il sistema scolastico sia organizzato in modo da ridurre al minimo le sue responsabilità nell’insuccesso degli allievi. La qualità e la varietà dell’offerta formativa, le possibilità di uscita e di rientro nei percorsi dovrebbero essere tali da consentire al ragazzo e al giovane di cercare e di trovare facilmente il percorso formativo adatto alle sue attitudini. E’ quel che si chiama flessibilità.

La flessibilità offre a livello di sistema ciò che l’individualizzazione e la personalizzazione assicurano al livello della didattica. Ciò vale in particolare per la scuola dell’obbligo, nella quale l’individualizzazione è tesa a sostenere ed a recuperare chi è in difficoltà, mentre la personalizzazione mira a consente a ciascuno di coltivare i propri talenti personali, in tal modo coniugando uguaglianza e diversità e conseguendo la prima attraverso la seconda.

Una volta fornite le necessarie garanzie, ben vengano per il giovane le inevitabili durezze della vita e dello studio, il pagamento dei debiti e le sgradevoli conseguenze dei mancati recuperi. Risparmiargliene l’esperienza significherebbe danneggiarlo, ed una scuola che lo facesse non sarebbe scuola.

Gabriele Uras
ex Dirigente Tecnico del M.P.I.
già Presidente Irre Sardegna

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mercoledì 19 dicembre 2007

Scuola Secondaria di I° grado. Italiano e Matematica: piano di azione per iniziative di sostegno e recupero a favore degli alunni. Direttiva MPI

Direttiva n. 113 Roma, 19 dicembre 2007
Ministero della Pubblica Istruzione

IL MINISTRO

VISTO il Testo Unico in materia di istruzione di cui al Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;

VISTO il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, contenente norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo di istruzione e, in particolare, le disposizioni relative alla scuola secondaria di I grado;

VISTO il decreto ministeriale in data 31 luglio 2007, con il quale si dispone una prima, graduale attuazione delle Indicazioni per il curricolo nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione;

VISTA l’ordinanza ministeriale 5 novembre 2007, n. 92 relativa al recupero dei debiti scolastici negli istituti di istruzione secondaria di II grado;

CONSIDERATA la necessità di prevenire la dispersione scolastica e contrastare l’insuccesso nel conseguimento degli apprendimenti fin dalla scuola secondaria di I grado;

CONSIDERATA altresì l’esigenza primaria di potenziare gli apprendimenti in matematica e in lingua italiana, anche alla luce delle rilevazioni internazionali che evidenziano una situazione di forte criticità in queste discipline da parte degli studenti al termine del primo ciclo di istruzione;

VALUTATA l’opportunità di predisporre un piano di intervento graduale a sostegno degli apprendimenti in matematica e lingua italiana a favore degli studenti della scuola secondaria di I grado, con impiego di apposite risorse finanziarie per attività di recupero;

EMANA
la seguente Direttiva

Una priorità

La lotta alla dispersione scolastica, posta da tempo al centro del dibattito in ambito europeo e divenuto obiettivo primario dell'agenda di Lisbona, costituisce per il nostro Paese un impegno e una sfida per recuperare al successo scolastico e formativo migliaia di giovani e per tutte le scuole autonome una priorità di assoluto rilievo.
L'innalzamento dell'obbligo di istruzione disposto con la legge n. 296/2006 e, in particolare, le misure che ne debbono accompagnare l'attuazione nel biennio iniziale della scuola secondaria superiore mediante azioni e percorsi finalizzati alla prevenzione e al contrasto della dispersione, per il conseguimento del successo scolastico, rappresentano i più recenti interventi in questa direzione.
Le “Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione”, emanate con decreto ministeriale del 30 luglio 2007, individuano le finalità, i traguardi di competenza e gli obiettivi di apprendimento, sulla base dei quali ogni istituzione autonoma predispone il curricolo anche con possibile programmazione di particolari interventi individualizzati.
In particolare, per la scuola secondaria di I grado, l’individuazione dei nuovi traguardi di competenza definiti nelle Indicazioni per il curricolo ed appositi interventi normativi, finalizzati a maggiore rigore ed impegno nell'apprendimento, hanno previsto il ripristino del giudizio di ammissione all'esame di Stato e l'introduzione di apposita prova nazionale negli esami di Stato al termine del primo ciclo di istruzione.
Le misure legislative disposte con la legge n. 1/2007 per il recupero dei debiti scolastici in funzione dell'esame di Stato finale e le più recenti azioni amministrative per sostenere gli studenti in questa azione di superamento delle carenze registrate nei diversi ambiti disciplinari al fine di conseguire effettivamente i livelli di apprendimento attesi, rappresentano per le istituzioni scolastiche e, in particolare, per gli insegnanti un rinnovato impegno professionale e sociale.
La riflessione che da mesi sta accompagnando questo impegno generale ha evidenziato, tra l'altro, come l'insuccesso nel conseguimento degli apprendimenti e la stessa dispersione, segnata da abbandoni e da ripetenze, abbiano spesso radici ben più lontane dalla fase in cui si manifestano.


Strategie a livello di scuola

In tale contesto è pertanto quanto mai opportuno richiamare l'attenzione sulla necessità di favorire il successo scolastico attraverso l’azione quotidiana dei docenti e una costante attenzione alla qualità dell'apprendimento che significa anche colmare per tempo le lacune presenti nella preparazione di base.
Al riguardo, sono utile riferimento gli strumenti di azione e le modalità organizzative proposti a suo tempo dalla legge 4 agosto 1977, n. 517 e confermati in modo più ampio nel Regolamento per l'autonomia (DPR 275/99).
Le istituzioni scolastiche autonome, nell'individuazione delle modalità organizzative, avranno a riferimento il valore della “centralità della persona” che apprende, come sottolineano le “Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione” emanate con decreto ministeriale 30 luglio 2007.
All'interno delle strategie di carattere generale promosse a livello di singola scuola, al fine di assicurare il raggiungimento dei traguardi definiti, può essere collocata, integrandola con la programmazione del POF, una azione di rinforzo continuativo e aggiuntivo, con interventi dedicati e gestiti corresponsabilmente, particolarmente nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado.


Interventi specifici di sostegno e di recupero

Nel quadro di una efficace lotta alla dispersione scolastica per il conseguimento del successo formativo le scuole, nella loro autonomia, attueranno modelli diversificati di intervento e adotteranno soluzioni didattiche ed organizzative in relazione ai particolari bisogni formativi anche con specifici interventi di sostegno.
In questa prospettiva l'Amministrazione intende varare un'azione di sostegno e recupero con un programma di interventi finanziari a favore delle scuole secondarie di primo grado che aderiscano al programma stesso e predispongano apposite iniziative, riguardanti in particolare gli alunni che frequentano il primo anno, definite sulla base della natura dei bisogni formativi e finalizzate a migliorare il livello degli apprendimenti nelle discipline che fanno registrare carenze più diffuse, a partire dalla lingua italiana, per le sue caratteristiche di trasversalità e dalla matematica, che presenta più ricorrenti elementi di criticità. Per favorire la partecipazione degli allievi alle iniziative di sostegno e recupero è opportuno che le scuole informino tempestivamente i genitori.


Una proposta collaborativa

Le istituzioni che intendono aderire al Programma di azione presentano all'Ufficio scolastico regionale le proposte di lavoro che verranno sostenute sulla base della risorse finanziarie messe a disposizione di ogni Ufficio scolastico regionale (l'azione si avvale, per l'avvio, relativamente all'esercizio 2007, di uno stanziamento iniziale pari a 5 milioni di euro).
Data la rilevanza degli obiettivi sottesi all'azione proposta la quota di risorse finanziarie potrà essere incrementata con risorse disponibili in coerenza con le finalità.
Con successive disposizioni saranno emanati i criteri per l’esame delle proposte, tenendo prioritariamente in considerazione le istituzioni scolastiche che registrano situazioni di maggiore difficoltà.
Il monitoraggio e la valutazione degli esiti che l'INVALSI sta impostando per il corrente anno scolastico potranno costituire lo sfondo di riferimento rispetto all’efficacia di una costruttiva forma di collaborazione tra le scuole dell'autonomia e l'Amministrazione scolastica, fornendo utili elementi di informazione sui miglioramenti raggiunti nei livelli di preparazione ed un concreto supporto all’azione didattica delle istituzioni scolastiche.


Utilizzazione del personale

Nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali della scuola e, per gli aspetti di regolazione dei rapporti di lavoro, della competenza della contrattazione di istituto il dirigente scolastico è tenuto a promuovere e sostenere gli adempimenti necessari per assicurare lo svolgimento delle attività programmate.
Tali iniziative costituiscono attività aggiuntiva di insegnamento sia nel caso in cui siano svolte all'interno del calendario scolastico delle lezioni, sia nel caso in cui abbiano luogo al di fuori di detto periodo; non costituiscono attività aggiuntiva qualora siano effettuate (ricorrendo alla quota del 20% (compensazioni tra discipline, insegnamenti sostitutivi, ecc.) di cui al decreto ministeriale n. 47/2006.
Le modalità di utilizzazione del personale docente e non docente da impiegare nelle attività di cui trattasi sono definite in sede di contrattazione integrativa di istituto e le ore aggiuntive a ciò destinate sono retribuite nella misura prevista dalla vigente disciplina contrattuale per le attività di sostegno e di recupero.

Il Ministro
f.to Giuseppe Fioroni


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lunedì 3 dicembre 2007

Scuola Sarda figlia di un dio minore. Intervento del Dott. Gabriele Uras.

Pubblicato su L'UNIONE SARDA di Venerdì 30 novembre nella rubrica: "Didattica e Commenti".


Rovellizzazione. Questa strana parola, derivata da un noto cognome (Rovelli), non la si trova (ancora) nei dizionari. Se un giorno dovesse accadere ch’essa conquisti un posto in una raccolta di neologismi, è probabile che questa raccolta faccia riferimento alla storia non solo economica, ma anche scolastica, della Sardegna.

L’Assessore alla cultura e alla pubblica istruzione della Regione sarda Mariantonietta Mongiu, intervenendo in un recente convegno al Liceo “Siotto” a Cagliari, l’ha già adottata. Ha usato questo termine di nuovo conio per indicare lo spreco di risorse operato per decenni dalle scuole sarde, che avrebbero assorbito ingenti finanziamenti regionali senza conseguire risultati apprezzabili, o comunque proporzionati all’entità delle risorse utilizzate. Lo dimostrerebbero il persistere, e in molti casi l’aggravarsi, del fenomeno della dispersione scolastica, e i deludenti piazzamenti degli studenti sardi nelle indagini nazionali e internazionali sui livelli di apprendimento.

In altre parole, la dispersione imputabile alle scuole sarde sarebbe di due tipi, scolastica e finanziaria. E i nostri docenti sarebbero, come il non rimpianto Nino Rovelli, grandi dilapidatori di risorse pubbliche, avidi nel chiedere finanziamenti e avari nel restituire qualità di servizi e di accertati risultati.

L’Assessora non usa questi termini e siamo certi che queste brutte cose nemmeno le pensa, ma il concetto l’ha espresso. Pertanto una domanda è lecita: prima di procedere all’erogazione di ulteriori finanziamenti, sono stati effettuati accertamenti per individuare le ragioni della mancata corrispondenza tra investimenti e prodotto? Riteniamo di no, perché la Regione non possiede gli strumenti idonei a fare simili accertamenti.

Né ci risulta che tali ragioni siano state appositamente indagate dall’Ufficio scolastico regionale o da quelli provinciali, anch’essi privi di specifici strumenti d’indagine al riguardo, e certamente non disponibili a correre l’avventura di un’operazione di tanta delicatezza, in cui la possibilità di errare è dietro l’angolo, e ci si procurano molti nemici, anche quando “ci si azzecca”, come direbbe un noto ministro.

In effetti, non esistevano alternative ad una valutazione di tipo empirico e impressionistico. Pertanto è da ritenere che la procedura seguita dall’Assessorato sia stata di questo tipo, e non gliene possiamo fare una colpa. C’è solo da sperare che ci si renda conto che occorre finalmente dotarsi degli strumenti, anche normativi, necessari a monitorare quanto avviene nell’intervallo, di tempo e di lavoro, intercorrente tra l’erogazione dei contributi e la verifica dei risultati, ammesso che qualcuno faccia in maniera valida e puntuale quest’altra verifica; o, quantomeno, si stabiliscano fattivi rapporti di collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, per realizzare, oltre all’integrazione del curricolo, anche la messa a punto di valide azioni valutative.

Per il momento, al fine di rimediare agli annosi sprechi, l’attuale Assessore, anch’egli erogatore di notevoli risorse alla scuola sarda, ha ritenuto opportuno accompagnare l’assegnazione dei contributi con una serie di istruzioni circa la loro utilizzazione, quindi in qualche misura afferenti alla didattica, denominate Linee guida per l’attuazione degli interventi.

Giustamente, l’osservanza di tali istruzioni non funge da requisito per ottenere i finanziamenti. Subordinare l’erogazione dei contributi alla qualità delle attività programmate sarebbe stato non solo semplicistico, ma anche, tutto sommato, improponibile. Chi attesterebbe la qualità? Chi verificherebbe se il progetto elaborato dalla scuola è fattibile? Quali contributi andrebbero ad una scuola che, figlia di un dio minore, intendesse operare al di fuori delle coordinate didattiche indicate dall’Assessorato?

Pertanto, la novità destinata ad interrompere la deleteria prassi della rovellizzazione nella scuola sarda sarebbe costituita dalle indicazioni didattiche dell’Assessorato. Avendole lette, nutriamo dubbi circa la loro forza di convinzione.

In attesa dei risultati, non è male ricordare che l’autonomia scolastica mal si concilia con interventi dall’alto nel delicato terreno della didattica. Sepolta con l’autonomia la didattica statale, si rischia di far nascere quella regionale.

Gabriele Uras
ex dirigente tecnico Ministero P.I.
già Presidente IRRE Sardegna

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giovedì 18 ottobre 2007

Scuola ed Enti locali: esperti a confronto venerdì 19 Ottobre 2007 a Sestu (Ca).

"Ente locale e scuola. Nuovi bisogni - nuovi ruoli per l´autonomia e per l´istruzione nel cambiamento".
Questo il tema del convegno.
Organizza la Lega delle Autonomie.

Leggi tutti i particolari dell'iniziativa a questo [link].

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martedì 19 giugno 2007

Finanziamento interventi diretti miglioramento offerta formativa. Legge 440/1997.La Circolare 98/r della Direzione Generale Regionale.

Finanziamento di interventi diretti al miglioramento dell’offerta formativa in applicazione della Legge 440/1997.A.S.2007/2008
Premessa
Questo Ufficio Scolastico Regionale intende proseguire nell’azione di sostegno alle scuole impegnate a contrastare e ridurre il fenomeno della dispersione scolastica attraverso il miglioramento della programmazione, realizzazione e valutazione dell’attività di insegnamento-apprendimento.
Per l’anno scolastico 2007/2008, si intendono promuovere iniziative dirette al miglioramento dell’offerta formativa, al consolidamento e alla piena realizzazione dell’autonomia scolastica. Nel quadro dell’innalzamento della qualità degli apprendimenti, l’obiettivo è quello di contribuire, anche con azioni specifiche, a portare gli studenti ad un livello adeguato di competenze che garantisca di proseguire senza difficoltà nei vari livelli di istruzione e formazione. Ciò anche per consentire loro di superare, dopo la conclusione degli studi superiori, le prove di accesso ai corsi di laurea a numero programmato e in particolare a quelle del settore scientifico.
Fra le discipline individuate dalla rilevazione OCSE- PISA come settori di notevole carenza nell’apprendimento per gli studenti italiani (discipline scientifiche, matematica, lettura e comprensione di testi), si ritiene opportuno, per il prossimo anno scolastico, concentrare gli interventi sulla formazione logico- matematica.
I dati sull’insuccesso in questa disciplina e le rilevazioni relative alla Scuola Secondaria di primo grado conducono ad ipotizzare che il fenomeno, pur se non rilevato con evidenza, nasca già nella Scuola Primaria e che dunque l’intervento scolastico debba essere organico e continuo a partire possibilmente dalla Scuola dell’Infanzia .
Il successo formativo degli alunni è correlato a molteplici fattori riconducibili alla complessità degli elementi che entrano in gioco nel determinare gli esiti dell’offerta formativa. Alcuni sono di natura esterna e indipendenti dalle modalità di organizzazione del servizio scolastico, altri sono invece strettamente correlati proprio alle modalità didattico-organizzative delle istituzioni scolastiche.
Il miglioramento della qualità del sistema dall’interno, implica l’adozione di misure che agiscano direttamente su quelle variabili connesse alle responsabilità professionali e alle scelte correlate. Soggetti di queste azioni concrete che riguardano scelte e modalità operative, sono le Scuole autonome alle quali compete la progettazione, la realizzazione e valutazione dell’offerta formativa.
Il sostegno all’azione delle scuole
Le istituzioni scolastiche autonome possono essere sostenute nel loro impegno di ricerca, che può implicare anche impegno aggiuntivo da parte degli insegnanti, attraverso azioni di perequazione che contribuiscano a garantire l’implementazione di processi e azioni funzionali al raggiungimento del successo formativo .
Consapevole della rilevanza che l’intreccio delle risorse professionali, culturali, materiali e strutturali riveste per il raggiungimento dei risultati formativi attesi, l’ USR Sardegna intende improntare questa azione di perequazione alla valorizzare della professionalità dei docenti e dell’azione didattica che ne costituisce il cuore.
La diffusa attività di progettazione da parte delle scuole, che si è andata via via diffondendo grazie anche a finanziamenti consistenti, ha portato all’acquisizione di buone dotazioni materiali e, spesso, anche alla risorsa aggiuntiva di esperti esterni nelle scuole.
Tuttavia le nuove risorse, sia umane che materiali, non si attivano indipendentemente dalla volontà coordinata dei docenti titolari nella scuola. In mancanza di questa condizione, "l’aggiuntivo" delle professionalità esterne e delle risorse materiali, non si integra con la proposta formativa curricolare arrivando al paradosso dell’irrilevanza delle maggiori risorse rispetto al successo scolastico degli alunni. Ad esempio, alla disponibilità di attrezzati laboratori di informatica non corrisponde sempre l’utilizzo significativo della multimedialità nell’insegnamento né la pratica didattica laboratoriale. La qualità della scuola in sostanza non migliora proporzionalmente al proliferare dei " progetti".
All’interno di una logica di sistema, è dunque obiettivo dell’USR l’incentivazione di un’azione organica che si realizzi nel territorio focalizzando in modo sincrono problematiche e bisogni relativi alla formazione logico-matematica nelle scuole di ogni ordine e grado.
In questa ottica anche le attività di formazione organizzate dall’Amministrazione sui temi della metodologia e della didattica, (es progetto m@tabel i cui materiali didattici sono disponibili nel sito dell’UMI) unitamente alla struttura di rete già attivata per le scuole del primo ciclo, si offrono potenzialmente come luoghi allargati e condivisi di progettazione territoriale, per un approccio formativo in situazione e attraverso la valorizzazione del progettare e lavorare insieme sul territorio.
L’iniziativa della Direzione Generale che intende supportare i processi di innovazione didattica e di organizzazione funzionale delle scuole autonome, consente alle scuole di accedere al finanziamento di attività mirate al raggiungimento dei fini di cui sopra, attraverso l’utilizzo dei fondi della legge 440/97 .
Obiettivo di questo USR è altresì l’acquisizione e la diffusione nel territorio delle modalità progettuali e dei percorsi didattici innovativi prodotti dalle scuole che, anche resi disponibili on line, possano costituire una sorta di banca didattica a disposizione delle scuole dell’autonomia.


I progetti didattici delle scuole

Possono presentare domanda di accesso ai fondi, corredata dal progetto didattico:
Circoli Didattici con preferenza per progetti in continuità Infanzia-Primaria;
Scuole Secondarie di primo grado;
Istituti Comprensivi con preferenza per progetti in continuità Infanzia- Primaria- Secondaria;
Secondarie di secondo grado con preferenza per il biennio;
Istituti professionali con preferenza viene data al triennio;
Reti di scuole che operano in continuità verticale;
Reti di scuole che operano in continuità orizzontale ( es. più scuole secondarie di primo grado );
I progetti didattici, coerentemente con l’esigenza di operare collegialmente per il miglioramento della qualità didattica nella scuola, dovranno coinvolgere il maggior numero di docenti di matematica operanti nella scuola e qualora si tratti di progetti in rete il maggior numero di docenti di matematica delle scuole della rete. Dovranno prevedere iniziative di formazione per i docenti coerenti con l’esigenza dell’innovazione metodologico-didattica prevista dal progetto. Qualora il progetto, nell’ottica della trasversalità formativa e dell’interdisciplinarità, preveda la partecipazione di docenti di altre discipline, si avrà cura di coinvolgere innanzitutto gli insegnanti dell’ambito linguistico per la ricerca e l’applicazione didattica relativa alla Logica.
Avranno precedenza:
- i progetti che coinvolgono il maggior numero di alunni, di classi, di docenti espressi in percentuale rispetto ai numeri complessivi della scuola;
- le scuole che, nel corrente anno scolastico, non hanno avuto il finanziamento di progetti scuole in zone a rischio;
- le scuole che, nel corrente anno scolastico, non hanno avuto finanziamento di progetti ai sensi della L.440;
- le scuole che, nel corrente anno scolastico hanno avuto il finanziamento di progetti ai sensi della L.440 sull’educazione logico- matematica e che intendono proseguire nell’anno 2007/2008 con un nuovo progetto attinente alla formazione matematica già avviata nel corrente anno;
- i progetti che prevedano di rendere fruibili on – line, anche nel sito di una scuola, materiali e attività sia per i docenti che per gli alunni;
Qualora si tratti di scuole in rete il progetto sarà unico e corredato dalle delibere di adesione degli OOCC delle istituzioni scolastiche aderenti. Dallo stesso si dovrà evincere con chiarezza l’utilizzo delle risorse umane in ciascuna scuola.

Durata e articolazione del percorso didattico
Il percorso formativo, i cui contenuti, finalità, soggetti ed azioni saranno analiticamente descritti, dovrà essere inderogabilmente avviato nel mese di settembre 2007 e, pur prevedendo una realizzazione annuale (anno scolastico 2007/2008), sarà articolato in scansioni temporali ben definite a partire dalla programmazione, realizzazione, monitoraggio, verifica e valutazione.
Particolare attenzione verrà posta sulla rilevazione della situazione di partenza, dell’evoluzione degli apprendimenti, sulla scelta delle prove di verifica e sulle modalità di comparazione della situazione iniziale con la situazione finale di apprendimento. Tutto ciò per consentire l’apprezzamento degli esiti finali delle azioni messe in atto nelle specifiche situazioni.
Caratteristiche e qualità degli interventi
La progettazione didattica sarà mirata a valorizzare, all’interno del curricolo scolastico, gli aspetti di motivazione e coinvolgimento attivo degli studenti con proposte operative a forte connotazione laboratoriale. Nella logica dello sviluppo delle capacità e del protagonismo degli studenti, la progettazione stessa avrà come finalità la costruzione di competenze atte a favorire attitudini alla riflessione, al ragionamento critico, all’ applicazione di conoscenze e abilità per la ricerca di soluzione ai problemi e per una positiva trasformazione della realtà.
Collegialità, scelte metodologiche, identificazione degli strumenti, definizione dei tempi dovranno integrarsi in termini di coerenza e di funzionalità durante tutto lo svolgimento del percorso.
Punti qualificanti dei percorsi
Coerentemente con l’attesa di un auspicato miglioramento dell’insegnamento-apprendimento, quale snodo cruciale del sistema formativo e della qualità del servizio scolastico, il progetto dovrà centrare alcuni dei seguenti punti qualificanti attraverso il miglioramento della capacità progettuale della scuola:
- valenza e dimensioni formative della proposta curricolare ed in particolare del valore orientante delle discipline;
- aggiornamento delle metodologie didattiche e utilizzo di tecniche e strategie idonee agli attuali bisogni formativi degli alunni con particolare attenzione alle possibilità dell’imparare facendo e dell’apprendimento cooperativo;
- sviluppo del valore della relazione formativa docente-studente;
- potenziamento dell’apprendimento in gruppo da parte degli studenti;
- miglioramento dei processi di autovalutazione e di valutazione delle conoscenze abilità e competenze degli studenti;
- costituzione e utilizzo di banche dati ed archivi di prove di valutazione meglio se disponibili on –line;
- sviluppo e pratica di azioni collegiali da parte dei docenti per lo sviluppo della professionalità attraverso la cooperazione e lo scambio ( dipartimenti disciplinari, implementazione della valenza didattica del Consiglio di classe, valorizzazione dell’ èquipe pedagogica );
- realizzazione in aula di esperienze di didattica laboratoriale e multimediale con l’implementazione dell’uso delle tecnologie a sostegno della didattica;
- elaborazione di curricola in continuità fra i diversi gradi scolastici attraverso percorsi di apprendimento della cui predisposizione e realizzazione sono responsabili gruppi misti di docenti;
- miglioramento della capacità di documentazione dell’attività didattica e organizzativa, implementando la possibilità, come avviene nelle comunità di pratiche, di imparare dai colleghi e dalle loro esperienze documentate.

Valenze del percorso formativo:
- individuazione dei bisogni formativi degli alunni;
- attenzione alla logica dei ragionamenti e degli errori del singolo alunno per avere le condizioni interattive dell’insegnamento-apprendimento;
- attribuzione della giusta rilevanza, attraverso le attività didattiche, ai concetti più pregnanti e promettenti sotto il profilo cognitivo;
- individuazione dei collegamenti fra i vari concetti;
- scelta di rappresentazioni vantaggiose dal punto di vista della disciplina;
- individuazione delle trasversalità formative della disciplina;
- valorizzazione del lavoro in gruppo degli studenti;
- valorizzazione del lavoro in gruppo dei docenti;
- rilevazione delle conoscenze abilità competenze iniziali;
- frequenti verifiche in itinere;
- comparazione fra situazione iniziale e finale per valutare l’esito del percorso;
- modalità di valutazione del percorso.

Progetto e scheda finanziaria
Il progetto dovrà indicare i destinatari delle azioni, il numero degli alunni e delle classi coinvolti, l’eventuale numero di ore aggiuntive per i docenti e per gli alunni, nonché l’indicazione dei docenti proponenti con la descrizione dei compiti e attività previsti.
Ogni progetto, dell’importo massimo di 15.000 euro, sarà quantificato, articolato e descritto nelle voci di una scheda finanziaria elaborata analiticamente dalla scuola che prevederà:
- le ore previste, in aggiunta all’ordinario impegno dei docenti, per la realizzazione delle necessarie azioni ( progettazione, realizzazione, accompagnamento, predisposizione delle attività laboratoriali, valutazione delle attività didattiche, documentazione…);
- le ore per l’attività di formazione per i docenti ( qualora eccedano quelle previste per contratto );
- acquisto di materiali e sussidi per l’allestimento dei laboratori; acquisto di pubblicazioni, libri, software, funzionali alla realizzazione dello specifico progetto.
Relativamente alla specificità della proposta progettuale si dovranno analiticamente:
- individuare i soggetti responsabili e le modalità di organizzazione e realizzazione del progetto stesso ( incontri collegiali, oggetti e contenuti, periodicità degli incontri…);
- prevedere la tempistica e descrivere le modalità di realizzazione delle azioni previste in aula con gli alunni, indicare i criteri di scelta per la costruzione del curricolo, la selezione dei contenuti e l’adozione delle metodologia, la scelta ed utilizzo di sussidi, le modalità organizzative dell’azione didattica…
- prevedere azioni e modalità di monitoraggio, di auto valutazione finale dei risultati raggiunti e di documentazione del percorso che l’Istituzione scolastica si impegna a consegnare in formato elettronico all’ USR Sardegna.
Termini di presentazione
I progetti dovranno pervenire all’Ufficio scolastico Regionale entro e non oltre la data del 15 luglio, corredati della delibere del Collegio dei Docenti e del Consiglio d’Istituto. Qualora si tratti di progetti in rete dovranno essere allegate le delibere di ciascuna delle istituzioni scolastiche aderenti. L’Ufficio Scolastico Regionale avrà cura di comunicare alle scuole l’ammissione al finanziamento in tempi utili per l’avvio dell’attività nel prossimo anno scolastico e di mettere in atto azioni di monitoraggio e supporto per i progetti finanziati.
Il Direttore Generale Dr Armando Pietrella

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giovedì 8 marzo 2007

Organici. La scure cala sulla scuola oristanese.

L'Ufficio Scolastico Provinciale ha fornito oggi l'informazione in merito all'organico per il prossimo anno della scuola Primaria.Gli alunni saranno 6.077 (- 29 rispetto all'anno in corso). Gli alunni per il sostegno saranno 173 (-2 rispetto all'anno in corso).Classi 402 (-4).Posti di sostegno in organico di diritto e salvo deroghe in organico di fatto, 68 (-3). Posti di Lingua Inglese 41 (+1). Posti comuni 589 (-13 rispetto all'anno in corso). Funzionerà un posto in ospedale e 2 nel Centro Territoriale per l'Educazione degli adulti.
Questi tagli sono attuati in applicazione delle direttive della Direzione Generale (che trovi in queste pagine sotto la data del 5 marzo) per cui si sopprimono prioritariamente i Progetti autorizzati lo scorso anno. Ne vengono salvati finora solo 3 dei 14 attualmente funzionanti.
Da parte nostra abbiamo ribadito la posizione già espressa sia pubblicamente sulla stampa che al Direttore Generale (vedi in queste pagine sotto la data del 3 e del 5 marzo) e ribadiamo la richiesta che alla scuola oristanese vengano assegnate TUTTE LE RISORSE NECESSARIE perchè si possa parlare di qualità della scuola e perchè non ci sia chi possa poi piangere lacrime di coccodrillo con dotte dissertazioni sulla dispersione scolastica e sulle sue cause, quasi che essa venisse provocata da extraterrestri.
Per quanto riguarda il sostegno, le responsabilità sono però in loco. Il Ministero ha infatti riconfermato a livello Nazionale i numeri dell'anno in corso ed ha anche confermato alla Sardegna gli stessi posti-organico del 2006/2007. La scuola Primaria oristanese avrebbe dovuto avere quindi lo stesso numero di posti dell'anno in corso, cioè 71. Il Responsabile dell'USP di Oristano ha ritenuto ancora una volta di penalizzare questo ordine di scuola togliendo 3 posti per assegnarli ad altri ordini, sempre in ossequio a quella becera e medioevale concezione piramidale della scuola che ha guidato altre decisioni.
Nel denunziare questo assurdo comportamento gli consigliamo di leggere e meditare il brano tratto da "Tutto quello che so l'ho imparato all'asilo" di Robert Fulghum ed. Feltrinelli, che troverà in queste pagine sotto la data del 25 febbraio (per agevolargli la ricerca predisponiamo un link da clikkare QUI) e ad ogni buon conto riportiamo un passo molto significativo.""Il mio credo di una singola pagina suona così: la massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l'ho imparata all'asilo. La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino d'infanzia"".
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venerdì 2 febbraio 2007

Razionalizzazione. 2° Incontro in Provincia di Amministratori Locali, Dirigenti Scolastici, OO.SS.

Si è svolta ieri la seconda riunione programmata dall'Assessore Provinciale Cristiano Carrus, in merito alla razionalizzazione della rete scolastica in provincia, presenti tra gli altri la Dirigente dell'Istituto Superiore di Bosa Emma Cucca, il Dirigente dell'Istituto Superiore di Macomer Severino Ibba,gli assessori alla P.I. di Bosa e Cuglieri, alcuni componenti della Commissione Cultura della Provincia tra cui Danilo Mastinu e Alfredo Mameli. La riunione era finalizzata ad esaminare le problematiche della rete scolastica della Planargia e del Cuglieritano.
Per la CISL SCUOLA il Segretario Pino Cìulu, intervenendo nel dibattito, ha ribadito ancora una volta la posizione dell'Organizzazione contraria alle Verticalizzazioni e la richiesta di mantenimento delle poche "isole felici" rimaste (a Bosa la Direzione Didattica e la Scuola Media) posizione pienamente condivisa dalla Direttrice dei servizi della Scuola Media di Bosa e dall'Assessore del Comune di Bosa M. Bonaria Zedda.
Ha chiesto l'autonomia per le Scuola Professionali e l'Alberghiero di S. Maria di Montresta e Bosa, oggi dipendenti da Macomer, per la qualcosa c'è il pieno assenso del Dirigente Scolastico di Macomer Severino Ibba e del Consigliere Provinciale facente parte della Cmmissione Cultura, Danilo Mastinu.
Il Segretario della CISL SCUOLA ha quindi rinnovato la richiesta pressante di Ri-tracciare i confini della provincia di Oristano anche per quanto riguarda le scuole. E' assurdo infatti ed inacettabile, che gli edifici scolastici siano di competenza della Provincia di Oristano mentre invece il personale che all'interno degli stessi opera, debba ancora dipendere dall'USP di Nuoro con tutte le difficoltà e disfunzioni conseguenti per alunni, genitori, personale della scuola. E bisogna provvedere senza aspettare che si adegui la situazione di tutte le nuove province, essendo differente la situazione tra l'istituire l'USP ex novo, con conseguenti spese, o semplicemente adeguare i confini. Nè si può aspettare a cambiare tutto per non modificare niente.
Anche la Provincia di Nuoro, d'altra parte, organismo democratico, deve rispettare la volontà democraticamente espressa con forza dalla popolazione con il referendum. Questa tesi è stata fortemente sostenuta anche dall'Assessore di Bosa M. Bonaria Zedda e dal Consigliere Provinciale Danilo Mastino.
Per quanto riguarda la dispersione scolastica, argomento entrato nella discussione, Pino Cìulu ha ribadito ancora una volta la posizione della CISL SCUOLA e cioè la necessità di meno parole, meno convegni e più fatti, cioè più risorse alla scuola, più risorse umane, più organici e NON TAGLI nè RAZIONALIZZAZIONE. Relativamente alla volontà dichiarata dall'Assessore Provinciale di assegnare i fondi direttamente alle scuole per il riscaldamente e altre spese correnti, il Segretario della CISL SCUOLA, favorevole al più ampio decentramento, ha ribadito la posizione già più volte espressa in passato e cioè che le Segreterie delle Scuole sono sempre più oberate da impegni e lavoro per competenze che vengono "scaricate" su di loro dall'Amministrazione centrale e periferica mentre l'ORGANICO del personale CONTINUA da essere RIDOTTO. Ha ricordato con forza che il personale riceve lo stipendio per svolgere le mansioni previste dal CCNL ed ogni aggiunta di incombenze da parte di soggetti esterni deve trovare una giusta remunerazione aggiuntiva.
(Le posizioni della CISL SCUOLA e le iniziative in merito ai problemi trattati, le trovi illustrate in queste pagine che puoi consultare anche clikkando sulle ETICHETTE qui sotto).
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sabato 27 gennaio 2007

Razionalizzazione. Incontro in Provincia di Amministratori Locali, Dirigenti Scolastici, OO.SS.

Si è tenuta ieri la prevista riunione organizzata dall'Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione Cristiano Carrus in merito alla riorganizzazione della rete scolastica in Provincia cui hanno partecipato gli Amministratori locali della Marmilla e del Sarcidano, il Responsabile dell' Ufficio Scolastico Provinciale, le Organizzazioni Sindacali. La Provincia non ha presentato un proprio piano sul quale discutere, ma ha chiesto di conoscere in merito al problema, le proposte dei convenuti anche in vista di una ulteriore riunione in Regione prevista per metà mese. I successivi incontri previsti in Provincia sono fissati per il 1° febbraio per le scuole della Planargia e del Cuglieritano, per il 2 febbraio per le scuole della restante parte della provincia (da Abbasanta a Uras), per il 3 febbraio per i soli Istituti Superiori di tutta la provincia. La serie di incontri si concluderà comunque con la Conferenza provinciale degli Amministratori Locali, come previsto dalla legge.
Per la CISL SCUOLA è intervenuto nel dibattito il Segretario Pino Cìulu, il quale, in accordo con alcuni Amministratori, ha sottolineato l' esigenza (per la quale fin da sempre la CISL SCUOLA si è battuta) che vengano mantenute le scuole nei piccoli Paesi, rappresentando le stesse una insostituibile ed una unica occasione culturale e formativa in territori nei quali la presenza dello Stato va scomparendo sempre più con le sue Istituzioni ed i suoi servizi che si allontanano sempre più da quelle popolazioni. In particolare per la scuola dell' infanzia, per il suo fondamentale ruolo di formazione e decondizionamento precore, il Rappresentante della CISL SCUOLA, ha sostenuto la richiesta, avanzata anche dal Dirigente Scolastico di Ales Atemio Casula, che il numero di alunni per la formazione delle sezioni in queste zone venga ridotto.
Ha ricordato che la razionalizzazione, nell' accezione negativa che il termine ha ormai da tempo acquisito, è da tempo scopertamente indirizzata e motivata da esigenze economicistiche seppure fin dall'inizio sia stata ammantata da altissime motivazioni di natura pedagogica e didattica che in realtà non esistono, cosa di cui ormai tutti si sono accorti, anche coloro i quali in passato l' hanno sostenuta.
Il Segretario della CISL SCUOLA Pino Cìulu ha proseguito riconfermando per questo il NO alle verticalizzazioni, facenti parte della razionalizzazione ed aventi le stesse motivazioni. "Eravamo in pochi a rifiutarle, allora, siamo oggi invece folla, perchè tutti si sono accordi delle reali finalità delle stesse prima ricordate, lungi dall'essere la soluzione ottimale dei problemi della scuola" Ha sottolineato il fallimento di questa soluzione, ricordando che, ad esempio, i Collegi Docenti continuano ancora oggi a riunirsi, quasi sempre, separatamente per grado di scuola, come anche i Dirigenti che fuggono dagli Istituti Comprensivi, preferendo Direzioni Didattiche e Scuole Medie.
Ha espresso la richiesta, condivisa da alcuni Sindaci e Dirigenti Scolastici, che le "isole felici" ancora esistenti (Direzioni Didattiche e Scuole Medie) vengano salvaguardate.
Per quanto riguarda il problema della dispersione scolastica, ricordandone la preoccupante entità anche in provincia, Pino Cìulu ha sottolineato la necessità, per combatterla, di meno parole, meno convegni e più fatti concreti. Più risorse, cioè, alle scuole, più risorse umane che sono poi i Docenti ed il Personale ATA e quindi NON tagli e razionalizzazione, ma ORGANICI necessari non solo per far funzionare la scuola in maniera ottimale, ma anche per metterla in condizione di poter effettivamente combattere ed incidere sul fenomeno della dispersione.
Il Rappresentante della CISL SCUOLA ha quindi affrontato il problema delle strutture necessarie perchè le scuole funzionino in maniera ottimale, e dei trasporti funzionali ed efficienti in relazione al pendolarismo ed ai bacini di traffico degli alunni.
Per quanto riguarda Laconi, Pino Cìulu ha ribadito la posizione della CISL SCUOLA, sottolineando la richiesta dell'istituzione di un Istituto Globale per quella che è quasi una enclave, e l'autonomia da Macomer per le scuole del Bosano che oggi dipendono dal centro del Marghine.

Ha ribadito infine, la richiesta che vengano finalmente adeguati alla nuova situazione anche per quanto riguarda il personale della scuola (e non solo gli edifici solastici già di competenza dell'Amministrazione Provinciale di Oristano), i confini della provincia, includendovi anche Bosa e la Planargia, Laconi e Genoni ed ha ricordato ancora una volta le motivazioni e le argomentazione per questo sviluppate fin dal 2005 e portate avanti in tutte le sedi, ultima, avantieri al Rappresentante del Governo in Provincia.
(Le iniziative della CISL SCUOLA in proposito e le argomentazioni le trovi in queste pagine anche clikkando sulle etichette qui sotto).

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domenica 21 gennaio 2007

DISPERSIONE SCOLASTICA. Tasso di promossi con debito negli Istituti Superiori della Provincia a.s. 2000/01 - 2005/06

Istituto 2000/01 2001/02 2002/03 2003/04 2004/05 2005/06
Liceo Ginnasio "De Castro" Oristano 17,3% 23,9% 27,8% 40,5% 34,5% 29,8%
Liceo Scientifico "Mariano IV" Oristano 28,9% 34,2% 34,7% 35,3% 45,6% 37,0%
Istituto Istruzione Superiore Ghilarza 38,4% 41,8% 41,7% 36,2% 35,9% 26,8%
I.I.S. Ghilarza s.s. Liceo Scientifico Cuglieri 32,3% 31,3% 32,8% 33,3% 33,3% 24,0%
I.I.S. Ghilarza s.s. Istituto Prof.le Ind. Artig. Ghilarza 61,9% 48,4% 53,8% 34,8% 91,7% 57,8%
Istituto Magistrale "Croce" Oristano 32,9% 35,9% 38,8% 38,3% 58,2% 39,8%
IstitutoTecnico Statale "Mossa" Oristano 46,7% 47,7% 47,8% 47,2% 60,2% 53,0%
Istituto Istruzione Superiore Mogoro 45,1% 38,3% 47,4% 40,2% 40,0% 34,5%
I.I.S. Mogoro s.s. Ist. Tecn. Industriale Ales 54,5% 55,6% 56,5% 59,7% 72,7% 51,2%
Istituto Tecnico Comm.le 2 Oristano 42,5% 40,4% 38,2% 47,7% 53,6% 52,9%
Istituto Istruzione Superiore Terralba 54,8% 49,7% 54,5% 51,7% 84,4% 46,7%
Istituto Geometri "Brunelleshi" Oristano 32,8% 45,9% 48,2% 48,9% 52,8% 39,5%
Istituto Tecn. Industriale "Othoca" Oristano 48,0% 49,7% 48,9% 42,3% 59,8% 42,9%
Istituto D'Arte "Contini" Oristano 56,6% 54,1% 41,6% 57,5% 83,3% 53,0%
Istituto D'Arte "Contini" s.s. Samugheo 61,9% 62,5% 71,4% 11,4%
Istituto Prof. Serv. Sociali "Galilei" Oristano 41,1% 39,0% 47,3% 47,5% 75,9% 44,2%
Istituto Prof.Agricoltura "Meloni" Oristano 34,2% 44,2% 48,4% 61,5% 77,3% 46,9%
Istituto Magistrale leg. Ric. "S. Giuseppe" Oristano 44,4% 48,2% 38,2% 39,3% 28,6% 36,1%
Totale Provinciale 39,9% 41,7% 42,7% 44,0% 56,1% 41,8%
Ufficio Studi dell'U.S.P. di Oristano - Responsabile prof. Salvatore Ferraro - tel. 0783 773656 - fax 0783 73819 - e-mail tofer@tiscali.it
Ministero della Pubblica Istruzione Ufficio Scolastico Provinciale di Oristano Ufficio Studi
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DISPERSIONE SCOLASTICA: Tasso di ripetenza negli Istituti Superiori della Provincia a.s. 2000/01 - 2005/06

Istituto 2000/01 2001/02 2002/03 2003/04 2004/05 2005/06
Liceo Ginnasio "De Castro" Oristano 3,8% 1,6% 1,2% 3,4% 4,1% 5,9%
Liceo Scientifico "Mariano IV" Oristano 4,2% 5,0% 6,8% 12,1% 8,8% 10,2%
Istituto Istruzione Superiore Ghilarza 1,9% 4,3% 0,6% 3,2% 2,2% 1,1%
I.I.S. Ghilarza s.s. Liceo Scientifico Cuglieri 4,0% 6,8% 2,7% 6,4% 5,2% 1,3%
I.I.S. Ghilarza s.s. Istituto Prof.le Ind. Artig. Ghilarza 9,0% 8,1% 13,5% 17,0% 18,6% 4,5%
Istituto Magistrale "Croce" Oristano 3,7% 5,7% 7,7% 10,5% 7,3% 9,3%
IstitutoTecnico Statale "Mossa" Oristano 7,9% 5,9% 10,3% 10,2% 7,9% 18,2%
Istituto Istruzione Superiore Mogoro 13,9% 10,0% 10,3% 6,1% 13,2% 20,2%
I.I.S. Mogoro s.s. Ist. Tecn. Industriale Ales 12,6% 14,3% 17,6% 8,8% 9,3% 12,3%
Istituto Tecnico Comm.le 2 Oristano 11,4% 8,8% 10,9% 6,2% 8,9% 7,4%
Istituto Istruzione Superiore Terralba 9,6% 12,1% 22,3% 10,6% 14,5% 8,8%
Istituto Geometri "Brunelleshi" Oristano 21,3% 26,6% 28,4% 17,9% 14,2% 20,9%
Istituto Tecn. Industriale "Othoca" Oristano 13,5% 14,9% 17,5% 10,8% 13,2% 14,6%
Istituto D'Arte "Contini" Oristano 24,3% 16,0% 17,0% 21,9% 13,0% 24,3%
Istituto D'Arte "Contini" s.s. Samugheo 0,0% 4,9% 0,0% 2,0%
Istituto Prof. Serv. Sociali "Galilei" Oristano 10,2% 10,4% 22,5% 8,5% 22,7% 12,2%
Istituto Prof.Agricoltura "Meloni" Oristano 11,8% 12,1% 6,5% 7,7% 9,2% 11,8%
Istituto Magistrale leg. Ric. "S. Giuseppe" Oristano 0,0% 19,7% 1,6% 6,5% 4,4% 0,0%
Totale Provinciale 10,1% 10,2% 12,4% 10,0% 10,1% 11,4%
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sabato 20 gennaio 2007

DISPERSIONE SCOLASTICA negli Istituti Superiori della Provincia a.s. 2000/01 - 2005/06

Tasso di dispersione negli Istituti Superiori della Provincia a.s. 2000/01 - 2005/06
Istituto 2000/01 2001/02 2002/03 2003/04 2004/05 2005/06
Liceo Ginnasio "De Castro" Oristano 2,6% 6,1% 6,5% 8,6% 9,7% 4,9%
Liceo Scientifico "Mariano IV" Oristano 7,3% 7,7% 12,8% 12,6% 12,0% 10,8%
Istituto Istruzione Superiore Ghilarza 3,2% 2,5% 6,0% 3,9% 1,7% 2,7%
I.I.S. Ghilarza s.s. Liceo Scientifico Cuglieri 13,3% 12,3% 9,5% 7,4% 3,9% 2,6%
I.I.S. Ghilarza s.s. Istituto Prof.le Ind. Artig. Ghilarza 32,3% 20,0% 30,7% 40,3% 19,6% 25,0%
Istituto Magistrale "Croce" Oristano 13,3% 11,6% 15,0% 14,2% 16,8% 15,8%
IstitutoTecnico Statale "Mossa" Oristano 14,6% 20,7% 21,9% 23,2% 24,0% 30,4%
Istituto Istruzione Superiore Mogoro 15,0% 17,1% 13,5% 13,2% 25,0% 14,3%
I.I.S. Mogoro s.s. Ist. Tecn. Industriale Ales 29,4% 31,4% 23,3% 28,7% 23,8% 20,0%
Istituto Tecnico Comm.le 2 Oristano 16,5% 19,4% 12,3% 14,8% 17,2% 21,7%
Istituto Istruzione Superiore Terralba 23,5% 30,3% 28,5% 28,8% 20,9% 24,4%
Istituto Geometri "Brunelleshi" Oristano 33,5% 31,8% 35,3% 26,0% 34,7% 26,9%
Istituto Tecn. Industriale "Othoca" Oristano 26,3% 29,9% 22,3% 22,1% 24,4% 19,1%
Istituto D'Arte "Contini" Oristano 36,8% 28,9% 30,5% 39,9% 43,2% 29,8%
Istituto D'Arte "Contini" s.s. Samugheo 25,0% 22,0% 8,6% 28,6%
Istituto Prof. Serv. Sociali "Galilei" Oristano 17,2% 38,5% 29,5% 38,1% 29,7% 30,7%
Istituto Prof.Agricoltura "Meloni" Oristano 23,7% 23,5% 28,3% 26,6% 27,2% 33,7%
Istituto Magistrale leg. Ric. "S. Giuseppe" Oristano 11,5% 15,2% 12,7% 3,2% 7,7% 13,3%
Totale Provinciale 18,5 20,9% 19,7% 20,2% 20,6% 19,6%
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venerdì 19 gennaio 2007

DISPERSIONE SCOLASTICA. Bocciature negli Istituti Superiori

Tasso di bocciature negli Istituti Superiori della Provincia a.s. 2000/01 - 2005/06
Istituto 2000/01 2001/02 2002/03 2003/04 2004/05 2005/06
Liceo Ginnasio "De Castro" Oristano 2,3% 5,3% 6,0% 8,2% 9,7% 4,6%
Liceo Scientifico "Mariano IV" Oristano 6,6% 6,7% 11,1% 12,2% 11,4% 9,6%
Istituto Istruzione Superiore Ghilarza 2,6% 1,2% 5,4% 3,3% 1,7% 1,6%
I.I.S. Ghilarza s.s. Liceo Scientifico Cuglieri 8,0% 8,2% 9,5% 5,9% 2,6% 2,6%
I.I.S. Ghilarza s.s. Istituto Prof.le Ind. Artig. Ghilarza 24,5% 13,5% 26,0% 27,5% 8,8% 15,0%
Istituto Magistrale "Croce" Oristano 10,4% 8,5% 11,3% 10,2% 11,8% 9,7%
IstitutoTecnico Statale "Mossa" Oristano 10,9% 16,3% 17,1% 17,2% 21,5% 22,5%
Istituto Istruzione Superiore Mogoro 12,2% 12,4% 9,0% 11,6% 19,2% 6,1%
I.I.S. Mogoro s.s. Ist. Tecn. Industriale Ales 23,1% 21,2% 17,5% 26,9% 21,0% 8,6%
Istituto Tecnico Comm.le 2 Oristano 13,5% 14,6% 9,8% 11,6% 14,3% 17,6%
Istituto Istruzione Superiore Terralba 15,4% 22,0% 19,1% 23,6% 11,6% 20,4%
Istituto Geometri "Brunelleshi" Oristano 26,3% 29,3% 21,0% 15,8% 26,2% 24,1%
Istituto Tecn. Industriale "Othoca" Oristano 22,6% 25,3% 18,8% 17,6% 20,3% 8,2%
Istituto D'Arte "Contini" Oristano 33,4% 23,0% 21,0% 22,8% 33,4% 25,3%
Istituto D'Arte "Contini" s.s. Samugheo 10,7% 2,4% 8,6% 25,1%
Istituto Prof. Serv. Sociali "Galilei" Oristano 17,2% 31,9% 16,8% 30,4% 25,1% 7,2%
Istituto Prof.Agricoltura "Meloni" Oristano 14,9% 13,5% 20,1% 19,9% 20,7% 25,1%
Istituto Magistrale leg. Ric. "S. Giuseppe" Oristano 8,2% 12,1% 11,1% 1,6% 2,6% 7,2%
Totale Provinciale 15,1% 16,7% 14,8% 15,4% 16,6% 14,9%
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giovedì 18 gennaio 2007

DISPERSIONE. Tasso di abbandoni negli Istituti Superiori della Provincia a.s. 2000/01 - 2005/06

Istituto - 2000/01- 2001/02-2002/03-2003/04- 2004/05 -2005/06
Liceo Ginnasio "De Castro" Oristano 0,3% 0,8% 0,5% 0,4% 0,0% 0,3%
Liceo Scientifico "Mariano IV" Oristano 0,7% 1,0% 1,7% 0,4% 0,6% 1,2%
Istituto Istruzione Superiore Ghilarza 0,6% 1,2% 0,6% 0,6% 0,0% 1,1%
I.I.S. Ghilarza s.s. Liceo Scientifico Cuglieri 5,3% 4,1% 0,0% 1,5% 1,3% 0,0%
I.I.S. Ghilarza s.s. Istituto Prof.le Ind. Artig. Ghilarza 7,7% 6,5% 4,7% 12,8% 10,8% 10,0%
Istituto Magistrale "Croce" Oristano 2,9% 3,2% 3,7% 4,0% 5,0% 6,2%
IstitutoTecnico Statale "Mossa" Oristano 3,7% 4,5% 4,9% 6,0% 2,5% 7,8%
Istituto Istruzione Superiore Mogoro 2,8% 4,7% 4,5% 1,6% 5,8% 8,2%
I.I.S. Mogoro s.s. Ist. Tecn. Industriale Ales 6,3% 10,2% 5,8% 1,9% 2,9% 11,4%
Istituto Tecnico Comm.le 2 Oristano 3,1% 4,7% 2,5% 3,2% 2,9% 4,1%
Istituto Istruzione Superiore Terralba 8,1% 8,3% 9,3% 5,2% 9,3% 4,1%
Istituto Geometri "Brunelleshi" Oristano 7,2% 2,5% 14,3% 10,2% 8,5% 2,7%
Istituto Tecn. Industriale "Othoca" Oristano 3,7% 4,7% 3,5% 4,5% 4,1% 4,8%
Istituto D'Arte "Contini" Oristano 3,3% 5,9% 9,5% 17,1% 9,8% 5,7%
Istituto D'Arte "Contini" s.s. Samugheo 14,3% 19,5% 0,0% 20,4%
Istituto Prof. Serv. Sociali "Galilei" Oristano 0,0% 6,6% 12,7% 7,7% 4,7% 5,4%
Istituto Prof.Agricoltura "Meloni" Oristano 8,8% 10,0% 8,3% 6,7% 6,5% 8,6%
Istituto Magistrale leg. Ric. "S. Giuseppe" Oristano 3,3% 3,0% 1,6% 1,6% 5,1% 6,0%
Totale Provinciale 3,4% 4,3% 4,9% 4,8% 3,9% 4,7%
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lunedì 15 gennaio 2007

DISPERSIONE SCOLASTICA. Scuole Primarie della Provincia di Oristano

Dati dispersione Scuole Primarie della Provincia di Oristano
Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna
Centro Servizi Amministrativi di Oristano
Ufficio Studi
C. DIDATTICI / ISTITUTI COMPRENSIVI
a.s. 2001/02 a.s. 2002/03 a.s. 2003/04 a.s. 2004/05
Circolo Didattico Abbasanta 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s.Paulilatino 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
D. Didattica Ales 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Baressa/Sini 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Usellus /Albagiara 2,0% 2,2% 1,8% 0,0%
s.s. Morgongiori 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
D. Didattica Ghilarza 0,4% 1,2% 0,0% 0,0%
s.s. Aidomaggiore 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Norbello 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Sedilo 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
D. Didattica Mogoro 0,0% 0,5% 0,5% 0,0%
s.s. Gonnostramatza 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Masullas 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
D.Didattica 1° Circolo Oristano 0,0% 0,0% 0,3% 0,0%
D.Didattica 2° Circolo Oristano 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Silì 0,0% 0,4% 0,0% 0,0%
D. Didattica 3° Circolo Oristano 0,0% 0,0% 0,4% 0,0%
D. Didattica 4° Circolo Oristano 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s.Donigala 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Nuraxinieddu 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
D. Didattica Simaxis 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Ollastra 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s Siamaggiore 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Solarussa 1,1% 1,1% 0,0% 0,0%
s.s. Zerfaliu 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
D. Didattica Terralba 0,0% 0,4% 0,2% 0,0%
Terralba - Via E.D'Arborea 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Arborea 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Ardauli 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Neoneli 2,4% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Sorradile/Nughedu S.V. 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Busachi 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Fordongianus 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Ula Tirso 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Cabras 0,0% 0,0% 0,3% 0,0%
s.s. Solanas 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Cuglieri 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Scano di Montiferro 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Tresnuraghes 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Marrubiu 0,9% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Milis 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Bauladu 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Tramatza 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Riola Sardo 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Baratili S. Pietro 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s Nurachi 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Samugheo 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Allai 0,0% 0,0% 5,9% 0,0%
Ist. Comprensivo Santa Giusta 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Palmas Arborea 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s.Tiria 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Santu Lussurgiu 2,3% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Bonarcado 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Seneghe 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo di Senis
s.s. Assolo 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Asuni 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Ruinas 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo di S. V. Milis 0,0% 1,1% 0,0% 0,0%
s.s.Narbolia 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Zeddiani 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Ist. Comprensivo Uras 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. San Nicolò d'Arcidano 0,0% 0,0% 1,5% 8,6%
Ist. Comprensivo Villurbana 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
s.s. Siapiccia 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Scuola Elementare "M.T.Quaranta" Oristano 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
Totale provinciale 0,1% 0,1% 0,2% 0,1%
Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna
Centro Servizi Amministrativi di Oristano
Ufficio Studi
Responsabile Prof. Salvatore Ferraro

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